Il comparto italiano degli accessori moda inizia a intravedere segnali di rallentamento della fase recessiva. È quanto emerge dall’indagine congiunturale diffusa da Confindustria Accessori Moda, la federazione che riunisce i principali segmenti della filiera pelle — calzature, pelletteria, pellicceria e concia — attraverso il proprio Centro Studi.
Dopo un 2024 archiviato con ricavi poco superiori ai 30 miliardi di euro, in calo di oltre l’8% rispetto all’anno precedente, l’avvio del 2025 si è confermato complesso, con una contrazione marcata nel primo trimestre. Tuttavia, il progressivo miglioramento registrato nel corso dell’anno, in particolare tra primavera ed estate, consente ora di stimare una flessione più contenuta su base annua, nell’ordine del 3%, che porterebbe il giro d’affari del settore appena sopra i 29 miliardi di euro.
Alla base delle difficoltà restano un contesto internazionale instabile e condizioni finanziarie restrittive, che continuano a pesare sulle scelte di investimento e sulla capacità di programmazione delle imprese della filiera.
Produzione in recupero graduale
L’andamento dei volumi produttivi nei primi nove mesi dell’anno mostra un’evoluzione meno negativa rispetto all’inizio del 2025. Le aziende che segnalano una riduzione della produzione rappresentano oggi circa la metà del campione, in netto calo rispetto alla rilevazione del primo trimestre, quando le valutazioni negative superavano i due terzi del totale. Un trend che trova riscontro anche nei dati ufficiali sulla produzione industriale: il calo resta significativo, ma risulta meno accentuato rispetto ai primi mesi dell’anno.
Export ancora sotto pressione
Le vendite oltreconfine, tradizionale pilastro del comparto, hanno raggiunto nei primi otto mesi del 2025 un valore di circa 16 miliardi di euro. Il dato resta vicino ai livelli pre-pandemia, ma evidenzia una flessione rispetto allo stesso periodo del 2024. La dinamica è comune a quasi tutti i segmenti, con l’eccezione della pellicceria, che registra un recupero sensibile.
Sul piano geografico, l’Europa mostra una sostanziale tenuta, seppur con andamenti differenziati tra i principali mercati. Segnali positivi arrivano invece da alcune aree extraeuropee, in particolare Medio Oriente e Turchia, mentre restano deboli le esportazioni verso l’Asia orientale. Gli Stati Uniti mantengono una crescita moderata in termini di valore.
Divergenti gli andamenti nei mercati dell’Europa orientale: le esportazioni verso la Russia continuano a rallentare, mentre l’Ucraina mostra un graduale recupero, pur restando lontana dai volumi precedenti al conflitto.
Nuove opportunità all’orizzonte
Tra le prospettive di sviluppo, l’attenzione degli operatori è rivolta al possibile accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, che potrebbe aprire nuove opportunità per le imprese italiane degli accessori moda in un’area che già rappresenta un bacino di interesse crescente.


