Il mercato globale dei negozi monomarca continua a espandersi e dovrebbe raggiungere circa 107 miliardi di dollari nel 2026. Secondo le analisi di Research and Markets, il comparto cresce con un ritmo medio annuo del 7,4% e potrebbe arrivare a sfiorare i 142 miliardi entro il 2030, con il Nord America nel ruolo di principale motore dello sviluppo.
Dopo aver toccato i 99 miliardi di dollari nel 2025, il settore è quindi destinato a proseguire la sua espansione, sostenuto da dinamiche demografiche favorevoli e da un incremento del reddito disponibile. L’allargamento della classe media, insieme a fattori come urbanizzazione, maggiore livello di istruzione e crescente partecipazione femminile al lavoro, contribuisce a rafforzare i consumi nel fashion retail.
Un altro elemento chiave è rappresentato dall’innovazione tecnologica. L’impiego dell’intelligenza artificiale e di strumenti digitali avanzati sta trasformando l’esperienza d’acquisto, rendendola sempre più personalizzata. Allo stesso tempo, tecnologie immersive come realtà aumentata e virtuale, integrate in strategie omnicanale, favoriscono un’interazione più coinvolgente tra brand e clienti.
Parallelamente, i marchi stanno investendo in format di vendita esperienziali e servizi su misura, puntando sulla personalizzazione dei prodotti e sull’influenza dei social media. In questo contesto, l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per migliorare la gestione delle scorte, ottimizzare i processi e offrire suggerimenti mirati ai consumatori.
Tra i protagonisti del settore figurano grandi gruppi del lusso come LVMH, Kering e Richemont, insieme a marchi come Prada, oltre a player dello sportswear e del fast fashion come Nike, Adidas, H&M, Uniqlo e Gap.
Per quanto riguarda l’Europa, anche il report di Cushman & Wakefield evidenzia un rinnovato dinamismo nel segmento del lusso: nel 2025 sono state inaugurate 96 nuove boutique nelle principali destinazioni dello shopping, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente.
Circa un terzo delle nuove aperture è riconducibile ai brand controllati da LVMH, Kering e Richemont, mentre il restante 70% è distribuito tra numerosi altri marchi. Il dato riflette un mercato più diversificato e segnala una ritrovata fiducia nel retail fisico, che continua a svolgere un ruolo centrale nella strategia e nel posizionamento dei brand del lusso, nonostante la crescente integrazione con i canali digitali.


