Il pittore di Corneliano d’Alba, Ivano Chiavarino, è presente da tre anni consecutivi su importanti cataloghi di arte moderna, consolidando il proprio prestigio nel panorama dell’arte contemporanea italiana.
L’elemento della creatività rappresenta l’incipit da cui nascono le sue opere. In arte “Ivi 71”, Chiavarino è un “recuperarte”: un artista che utilizza materiali di recupero destinati allo scarto, restituendo loro nuova vita, luce e significato.
Questa vocazione nasce in modo naturale anche grazie alla sua professione di muratore: il contatto quotidiano con materiali di scarto ha acceso, alcuni anni fa, il desiderio di creare qualcosa di nuovo e originale nel panorama artistico italiano.
Le sue opere si distinguono per un forte dualismo: da un lato una dimensione quasi embrionale, dall’altro una tensione verso un linguaggio espressivo infinito. Il suo atelier, ricavato all’interno di un cascinale tipico del Roero, si presenta come un’esplosione di colori che valorizzano supporti come legno e tessuti datati, elementi distintivi del suo astrattismo dinamico ed efficace.
Il suo percorso artistico nasce quasi per caso, utilizzando alcuni vecchi pennelli appartenuti al padre. Da quel momento, la pittura si sviluppa con spontaneità, come se fosse sempre stata parte di lui. Pur non ispirandosi a un artista specifico, alcuni critici lo accostano a Pollock.
Il suo motto è: “Non ho le basi della pittura, ma so fare le fondamenta”. Con questa filosofia, Chiavarino rifiuta l’arte figurativa per concentrarsi sull’astrazione, utilizzando principalmente acrilici e, più raramente, colori a olio.
Oltre alla pittura, si esprime anche attraverso la poesia, scrivendo versi che riflettono la sua sensibilità ed emotività, ampliando ulteriormente il profilo di un artista completo.
Le sue opere sono oggi presenti in tutta Italia, in collezioni private e in location prestigiose. La particolarità del suo lavoro risiede proprio nell’uso di materiali umili che, attraverso il colore, si trasformano in elementi di grande valore estetico, capaci di arricchire ambienti moderni di alto livello.
Numerose le mostre che lo vedono protagonista nelle Langhe: dalla Torre di Barbaresco al Centro Culturale Don Giuseppe Floris di Treiso, dalla Confraternita di San Giovanni dei Battuti a Novello fino alla Sala Storica Comunale di Serralunga d’Alba. Altri appuntamenti sono previsti a Torino, L’Aquila ed Emilia-Romagna.
Artista dotato di grande estro, rapidità esecutiva e forte sensibilità cromatica, Chiavarino predilige colori intensi e vibranti, capaci di trasmettere energia e vitalità.
In vista del 2027, quando Alba sarà Capitale dell’Arte Contemporanea Italiana, Chiavarino si candida come uno degli esponenti di punta di una corrente pittorica profondamente legata alle terre patrimonio UNESCO delle Langhe e del Roero, territori ricchi di storia, identità e bellezza.
Le sue opere sono ormai considerate oggetti ambiti, capaci di valorizzare ambienti di prestigio e rappresentare al meglio lo stile e l’estro di un interprete originale dell’astrattismo italiano.
di Alessandro Bosio


