Il primo trimestre del 2026 si chiude con un segno positivo per il gruppo Prada, che registra ricavi intorno a 1,4 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato ottenuto in un contesto globale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e incertezze macroeconomiche, tra cui il forte calo del mercato mediorientale, dove le vendite sono scese di circa il 30%.
Nonostante questo scenario, il gruppo ha mantenuto una traiettoria solida. A cambi costanti, l’incremento dei ricavi risulta più marcato, mentre il canale retail continua a rappresentare il principale motore, sostenuto soprattutto dalle vendite a prezzo pieno, in crescita, che compensano la progressiva riduzione del peso degli outlet.
Per quanto riguarda i marchi, il brand principale Prada mostra una crescita contenuta ma stabile, in linea con la fine del 2025, sostenuta da buone performance nelle Americhe e nell’area Asia-Pacifico, in particolare nei mercati cinesi. Più moderato il ritmo di Miu Miu, che segna un aumento intorno al 2%, frenato sia da un confronto particolarmente impegnativo con l’anno precedente sia dall’impatto del rallentamento in Medio Oriente. Resta comunque elevata l’attrattività del marchio, che continua a crescere senza ricorrere a politiche commerciali aggressive.
Un contributo arriva anche da Versace, entrata nel perimetro del gruppo alla fine del 2025, con ricavi trimestrali superiori ai 140 milioni di euro. Il marchio è attualmente in una fase di rilancio, con un progressivo riposizionamento verso fasce più alte di mercato e un rafforzamento dell’offerta. L’integrazione procede secondo i piani, con interventi focalizzati su organizzazione e processi in vista di una futura evoluzione creativa.
Dal punto di vista geografico, le Americhe si confermano il principale driver di crescita, grazie a una domanda interna vivace. L’Asia-Pacifico mantiene un andamento positivo, mentre l’Europa risente della flessione dei flussi turistici, solo in parte compensata dai consumi locali. Il Giappone mostra segnali contrastanti, influenzati anche dalle dinamiche valutarie, mentre il Medio Oriente resta l’area più penalizzata.
Nel complesso, il gruppo continua a puntare su una strategia orientata al posizionamento alto di gamma e al rafforzamento della relazione diretta con la clientela. In un contesto ancora instabile, la priorità resta l’esecuzione operativa nel retail e lo sviluppo dei marchi, facendo leva su una struttura organizzativa sempre più integrata e flessibile.

