L’esercizio fiscale 2025 si chiude in territorio negativo per Swatch Group sul fronte di fatturato e profittabilità, ma con segnali di recupero evidenti nella seconda parte dell’anno. I ricavi netti del gruppo hanno infatti raggiunto i 6,28 miliardi di franchi svizzeri (circa 6,86 miliardi di euro), registrando una flessione del 5,9% a cambi correnti e dell’1,3% a cambi costanti. A sostenere il bilancio è stato soprattutto il secondo semestre, che ha mostrato una ripresa delle vendite (+2,5%), culminata in un quarto trimestre particolarmente dinamico, con un incremento di 454 milioni di franchi a livello globale e una crescita del 7,2% trasversale a tutte le fasce di prezzo.
Deciso il ridimensionamento dell’utile netto, sceso a 25 milioni di franchi svizzeri, in calo dell’88% rispetto ai 219 milioni dell’anno precedente. Il margine netto si è così attestato allo 0,4%, contro il 3,3% del 2024. In controtendenza, il flusso di cassa operativo ha evidenziato un netto miglioramento, segnando un aumento del 52,3% su base annua e raggiungendo quota 507 milioni di franchi.
Il comparto orologi e gioielli ha archiviato il 2025 con una lieve contrazione delle vendite e una conseguente riduzione del margine operativo, sceso al 9,5% dal 10,6% dell’esercizio precedente. La flessione è riconducibile principalmente all’intensificazione degli investimenti in marketing nella seconda metà dell’anno, finalizzati al lancio di numerose novità di prodotto, come indicato dal gruppo. Le vendite nette del segmento si sono attestate a 5,9 miliardi di franchi, pari al 94,5% del fatturato complessivo, mentre il risultato operativo ha raggiunto i 246 milioni di franchi, con un margine del 4,1%. Un dato in leggero arretramento rispetto al 2024, quando il segmento aveva totalizzato 6,4 miliardi di franchi di ricavi (-7,5%) e un risultato operativo di 410 milioni, pari al 6,4% delle vendite.
A livello consolidato, il risultato operativo di Swatch Group per il 2025 si è fermato a 135 milioni di franchi, con un margine del 2,1%, in calo rispetto ai 304 milioni e al 4,5% registrati l’anno precedente.
Sul piano geografico, le performance più solide sono arrivate dalle Americhe e dai mercati in forte espansione — tra cui India, Medio Oriente, Messico e Polonia — che hanno messo a segno crescite a doppia cifra in tutte le fasce di prezzo. In particolare, il continente americano ha contribuito con un aumento delle vendite di circa 400 milioni di franchi svizzeri, pari a quasi il 20% in valuta locale, nonostante le pressioni legate alle politiche tariffarie.


