Nel cuore di , là dove la storia architettonica incontra il dibattito culturale contemporaneo, apre al pubblico una mostra destinata a far discutere e riflettere: a va in scena un’ampia ricognizione dedicata ai monumenti pubblici della città, veri e propri marcatori identitari dello spazio urbano.
L’esposizione si presenta come un’indagine articolata sulla forma della memoria civica: sculture celebrative, modelli preparatori, disegni progettuali, materiali d’archivio e apparati fotografici dialogano per ricostruire oltre un secolo di trasformazioni sociali e politiche. Non si tratta soltanto di un percorso estetico, ma di una lettura stratificata del paesaggio urbano.
Dall’Ottocento post-unitario fino alle sperimentazioni del Novecento, il monumento pubblico emerge come strumento di narrazione collettiva. Ogni statua racconta un’epoca: eroi risorgimentali, figure civili, simboli laici e memoriali diventano specchio delle priorità culturali e politiche del loro tempo. La città, così, si rivela come un museo a cielo aperto, spesso attraversato distrattamente ma raramente osservato con consapevolezza.
Il percorso espositivo, ospitato nella storica Sala del Senato, invita a riconsiderare il ruolo dello spazio pubblico nella costruzione dell’identità contemporanea. Le opere non sono isolate, ma inserite in un sistema di relazioni: urbanistica, committenza, consenso sociale e trasformazioni architettoniche dialogano tra loro, restituendo un’immagine dinamica di Torino.
Particolarmente suggestiva è la presenza di apparati cartografici e visivi che permettono al visitatore di orientarsi nella geografia monumentale cittadina, offrendo una nuova mappa emotiva del capoluogo piemontese. Il risultato è una mostra che unisce rigore storico e accessibilità narrativa, pensata tanto per studiosi quanto per cittadini curiosi.
Con questa esposizione, Palazzo Madama conferma la propria vocazione a farsi luogo di riflessione sull’identità culturale urbana, trasformando il patrimonio monumentale in materia viva, capace di parlare al presente.


