Nel cuore della gastronomia italiana di eccellenza si sta consumando una possibile alleanza che potrebbe segnare una nuova frontiera nel connubio tra alta moda e cucina stellata. Secondo fonti attendibili, Remo Ruffini — imprenditore noto al grande pubblico per aver trasformato Moncler in un marchio di lusso globale — è vicino a definire un accordo per prendere parte al capitale della holding che controlla i ristoranti Da Vittorio, la storica catena di ristoranti stellati guidata dalla famiglia Cerea.
Da tempo i Cerea, proprietari di una delle insegne più celebrate dell’alta cucina italiana, erano alla ricerca di un partner di minoranza che potesse sostenere e accelerare la crescita della loro società. Dopo quasi un anno di valutazioni, il dossier sembra aver trovato nella famiglia Ruffini la “contropartita industriale” ideale: una realtà familiare con esperienza nell’espansione e nella valorizzazione di marchi di calibro internazionale.
Il gruppo Da Vittorio ha chiuso il 2024 con ricavi superiori a 100 milioni di euro, consolidandosi come uno dei principali marchi italiani nel settore della ristorazione di lusso. Parte di questa performance è frutto dell’espansione geografica della famiglia Cerea: dal locale originario di Bergamo, oggi la rete comprende ristoranti a Milano, St. Moritz e Shanghai, oltre a servizi di catering e ristorazione aziendale di alta gamma.
Il valore complessivo del gruppo è stato stimato — in diverse analisi di mercato — tra i 250 e i 300 milioni di euro, con l’interesse di importanti fondi di private equity che avevano analizzato il progetto prima della scelta di puntare sui Ruffini.
Secondo quanto riportato dalle fonti, l’operazione — che dovrebbe configurarsi come un investimento di minoranza — non modificherebbe la gestione quotidiana della società: la famiglia Cerea resterebbe infatti azionista di maggioranza e continuerebbe a dirigere le attività ristorative. Il ruolo di Ruffini e dei suoi figli, Pietro e Romeo, sarebbe invece quello di accelerare la crescita commerciale e rafforzare il posizionamento internazionale del marchio, sfruttando la loro esperienza in altri progetti imprenditoriali legati alla ristorazione e al lifestyle di alta gamma.
Questa possibile alleanza rappresenta un esempio significativo di come il mondo del lusso e quello della gastronomia stellata possano intrecciarsi, aprendosi a sinergie che vanno oltre i confini tradizionali dei rispettivi settori. Un matrimonio tra sartorialità del gusto e appeal globale del brand che potrebbe disegnare il futuro dell’haute cuisine italiana nel mondo.


