Nel 2025 il comparto della moda maschile italiana torna a mostrare segnali di debolezza sui mercati internazionali. Dopo un 2024 sostanzialmente stabile, le esportazioni registrano una lieve contrazione, fermandosi a circa 9,4 miliardi di euro, mentre le importazioni crescono, invertendo la tendenza negativa dell’anno precedente.
I dati diffusi da ISTAT evidenziano un settore che si muove a velocità diverse a seconda dei segmenti. L’abbigliamento esterno resta sostanzialmente stabile, mentre il comparto della pelle segna una crescita significativa. In flessione risultano invece categorie come maglieria e camiceria, insieme agli accessori più classici come le cravatte.
Dal punto di vista geografico, il quadro appare articolato. I mercati dell’Unione Europea mostrano un andamento positivo e aumentano il loro peso sul totale dell’export, mentre i Paesi extra-UE registrano una contrazione più marcata. Sul fronte opposto, le importazioni vedono crescere soprattutto i fornitori extraeuropei, che rafforzano la loro incidenza complessiva.
Tra i principali mercati di destinazione, la Francia si conferma al primo posto, seguita dagli Stati Uniti, che mantengono una dinamica positiva nonostante le tensioni commerciali. Più debole invece la performance della Germania, mentre la Cina registra una contrazione significativa, pur restando tra i mercati principali. Crescono invece Spagna e Giappone, mentre la Svizzera continua a mostrare un andamento negativo. Tra i Paesi emergenti si distingue la Polonia, in forte espansione.
Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, la Cina si conferma il primo fornitore di moda uomo per l’Italia, seguita da Bangladesh e Spagna, tutti in crescita nel corso dell’anno.
Questi dati sono stati presentati in occasione della prossima edizione di Pitti Immagine Uomo 110, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore. La manifestazione, in programma a Firenze a giugno, riunirà oltre 700 marchi provenienti da numerosi Paesi, confermando il proprio ruolo centrale per il business e le relazioni internazionali.
Il nuovo amministratore delegato di Pitti Immagine, Ivano Cauli, ha sottolineato l’importanza delle fiere come luogo di incontro tra aziende e buyer, anche in un contesto sempre più digitale. Accanto a lui, il presidente Antonio De Matteis e il team dirigenziale hanno ribadito la centralità dell’evento per la promozione del made in Italy.
L’edizione estiva sarà caratterizzata dal tema creativo “The Pool” e vedrà la partecipazione di designer e progetti speciali internazionali, oltre a numerose iniziative dedicate all’innovazione. Tra queste, spicca il debutto di Hyperscout, una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale sviluppata per facilitare l’incontro tra brand e compratori attraverso analisi dei dati e suggerimenti mirati.
Non mancheranno collaborazioni internazionali e progetti speciali, così come eventi diffusi in città che coinvolgeranno scuole di moda e istituzioni culturali. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente il ruolo di Firenze come hub globale della moda maschile.
In un contesto economico complesso, il menswear italiano continua quindi a rappresentare un asset strategico per il made in Italy, pur dovendo affrontare nuove sfide legate ai cambiamenti della domanda e agli equilibri internazionali.


