“The Portrait of Man” va oltre la funzione di titolo suggestivo e si configura come la sintesi della visione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana: raccontare l’uomo attraverso il suo guardaroba, osservandolo nella naturale continuità delle sue giornate. La sfilata si sviluppa come un racconto lineare, composto da 100 uscite prive di enfasi scenica, in cui i look si susseguono con la stessa fluidità del tempo che passa, dal mattino alla sera, come istantanee di vita reale.
Il progetto intercetta una delle riflessioni più attuali del menswear contemporaneo: la crescente sovrapposizione tra ciò che si indossa e ciò che si è. In una fase in cui la moda maschile sembra allontanarsi dalla provocazione fine a se stessa per concentrarsi su un’idea di guardaroba solido, riconoscibile e duraturo, Dolce & Gabbana risponde con un ritorno alle proprie origini stilistiche, reinterpretate alla luce del presente.
La collezione Uomo Autunno Inverno 2026 di Dolce & Gabbana
La sfilata riporta al centro un immaginario immediatamente riconducibile alla maison. Il codice Dolce & Gabbana emerge con chiarezza, tanto nella costruzione dei look quanto nella scelta dei volti, senza indulgere in citazioni nostalgiche, ma con una coerenza studiata e consapevole. La sartorialità guida l’intero percorso creativo: capi definiti da una costruzione rigorosa, proporzioni consolidate e una costante attenzione alla fisicità. Una sartorialità viva, però, mai autoreferenziale, che si apre al dialogo con linguaggi diversi del vestire maschile.
Denim, knitwear, pigiami, suggestioni casual e accenti sportivi si intrecciano con naturalezza, dando forma a un guardaroba stratificato, pensato per rispecchiare le molteplici identità dell’uomo di oggi. Non c’è frattura, ma un continuo gioco di equilibrio, dove la versatilità diventa il vero valore chiave.
In questa prospettiva, “The Portrait of Man” assume il significato di una dichiarazione culturale prima ancora che stilistica. Dolce & Gabbana ribadisce la propria idea di eleganza maschile, riportandola in una dimensione concreta e quotidiana. L’uomo in passerella non è una figura costruita, ma una presenza osservata: non interpreta un ruolo, lo vive.
Ospiti e celebrità in prima fila
Alla sfilata hanno assistito personalità provenienti da ambiti diversi dello spettacolo e della cultura pop. Tra questi, il cantautore statunitense Benson Boone, l’attore sudcoreano Jung Hae-in, e l’attore turco Kerem Bürsin, volto noto delle serie televisive internazionali. Presente anche l’attore britannico Lucien Laviscount, insieme al DJ e produttore Alesso, riferimento della scena elettronica globale. Per il cinema italiano ha partecipato Claudio Santamaria, mentre il mondo della moda e dei contenuti digitali era rappresentato da Marvin Brooks e Aurélien Muller. Tra gli ospiti anche l’attore brasiliano André Lamoglia e Pelayo Díaz, designer e influencer spagnolo, presenza consolidata nel panorama delle fashion week internazionali.


