Dopo aver esplorato per anni le meraviglie architettoniche del Vecchio Continente, Max Mara si prepara a varcare i confini europei per un appuntamento che unisce celebrazione storica e visione futura. La prestigiosa casa di moda emiliana ha scelto il palcoscenico globale di Shanghai per presentare la sua attesissima sfilata Resort 2027, fissando l’appuntamento per il prossimo 16 giugno 2026. La cornice scelta non è casuale: il Long Museum West Bund, istituzione simbolo della modernità artistica cinese, farà da sfondo a un evento che segna un momento di svolta nelle strategie internazionali del gruppo.
Il défilé non sarà però un evento isolato, ma fungerà da scintilla inaugurale per un progetto culturale di più ampio respiro. Il giorno seguente, il 17 giugno, aprirà infatti i battenti una mostra antologica interamente dedicata ai settantacinque anni di storia del brand. Curata dal celebre Olivier Saillard, l’esposizione si propone di ripercorrere l’evoluzione del gusto e dell’eleganza che hanno reso il cappotto color cammello un’icona mondiale, restando aperta al pubblico fino al 28 giugno.
Questa trasferta in terra d’Oriente rappresenta una significativa deviazione rispetto alla rotta tracciata negli ultimi anni, che aveva visto il marchio celebrare il legame viscerale con le radici europee e i siti patrimonio dell’umanità. Solo un anno fa, le luci della ribalta si erano accese tra i fasti della Reggia di Caserta, ultimo capitolo di un pellegrinaggio estetico che aveva precedentemente toccato il Palazzo Ducale di Venezia, il Municipio di Stoccolma, la Fondazione Gulbenkian di Lisbona e gli scorci mediterranei di Ischia.
Oggi, lasciandosi alle spalle i giardini vanvitelliani e i canali veneziani, Max Mara guarda a est, confermando come la Cina non sia solo un mercato di riferimento, ma un vero e proprio interlocutore culturale per il lusso contemporaneo. Con questa mossa, la maison non celebra solo il proprio passato glorioso, ma ribadisce la propria capacità di dialogare con le geografie del futuro.


