Mentre il settore del lusso attraversa una fase di riflessione, con i grandi colossi internazionali che iniziano a sentire il peso dell’instabilità globale, il Gruppo Moncler sembra muoversi su un binario differente. I dati del primo trimestre 2026 raccontano infatti una storia di resilienza e dinamismo: la società ha chiuso il periodo con ricavi pari a 880,6 milioni di euro, segnando un progresso del 6% (che balza al +12% se calcolato a tassi di cambio costanti).
Un’eccezione nel panorama del lusso
Il risultato balza agli occhi soprattutto se confrontato con l’andamento dei “big” del comparto. In un inizio d’anno segnato da segni meno per giganti come LVMH e Kering, e da una lieve flessione persino per Hermès, Moncler si conferma un’eccezione di rilievo. Entrambi i gioielli del gruppo hanno marciato all’unisono: il marchio Moncler ha generato 766,5 milioni di euro, mentre Stone Island ha contribuito con 114,1 milioni, entrambi con un incremento del 6% a cambi correnti.
Il motore asiatico e la tenuta globale
A fare la parte del leone è stata senza dubbio l’Asia. In un’area geografica fondamentale che comprende Cina e Corea, il gruppo ha registrato un’accelerazione del 14%, trainata sia dal ritorno dei flussi turistici che dalla solidità dei consumatori locali. Più prudente la situazione in Europa (EMEA) e nelle Americhe, dove i dati riflettono un contesto di maggiore cautela, sebbene Stone Island abbia mostrato una vitalità sorprendente oltreoceano con una crescita a doppia cifra.
Nuove guide e prospettive future
L’azienda si appresta ora a scrivere un nuovo capitolo. Aprile segna l’ingresso ufficiale di Leo Rongone nel ruolo di nuovo Amministratore Delegato, una mossa che punta a rafforzare ulteriormente la struttura manageriale del gruppo. Sul fronte degli azionisti, le notizie sono altrettanto positive: l’assemblea ha dato il via libera a un dividendo di 1,40 euro per azione, un segnale di fiducia nella solidità finanziaria della società.
In definitiva, mentre il panorama globale del fashion & luxury cerca di orientarsi tra nuove sfide, Moncler sembra aver trovato la ricetta per continuare a brillare, restando fedele alle proprie radici ma con lo sguardo rivolto con decisione al futuro
«Ciò che emerge con chiarezza nel primo trimestre di quest’anno è qualcosa di più di una performance solida. In un contesto globale caratterizzato da conflitti e instabilità, sia Moncler sia Stone island hanno dimostrato una forte energia e rilevanza culturale», commenta il presidente esecutivo Remo Ruffini. «Questi risultati non arrivano per caso. Riflettono un approccio preciso che valorizza ciò che rende unici i nostri marchi e allo stesso tempo permette loro di evolvere costantemente, sia nel prodotto sia nelle esperienze. Mentre inizia una nuova fase del nostro percorso, con Leo Rongone ora nel gruppo, il nostro focus è molto chiaro: restare fedeli a ciò che siamo, guardando sempre avanti e mantenendo l’integrità dei nostri marchi al centro di ogni decisione. In un contesto esterno sempre più complesso, ci impegniamo a rimanere agili e reattivi, guidati da una visione strategica ben definita».


