Lo Stato italiano mette a segno una delle acquisizioni artistiche più importanti degli ultimi anni. Il Ministero della Cultura ha ufficializzato l’acquisto del “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, capolavoro attribuito a Michelangelo Merisi detto Caravaggio, per una cifra di circa 30 milioni di euro.
L’atto è stato firmato il 10 marzo dal ministro della Cultura Alessandro Giuli al termine di una trattativa durata oltre un anno. L’opera entrerà a far parte del patrimonio dello Stato e sarà destinata alle Gallerie Nazionali di Arte Antica, con esposizione permanente a Palazzo Barberini a Roma.
Un Caravaggio raro e prezioso
Il dipinto, realizzato intorno al 1598-1603, raffigura Maffeo Barberini quando era ancora un giovane prelato della Curia romana. Pochi decenni dopo sarebbe diventato Papa Urbano VIII, uno dei grandi protagonisti della Roma barocca e celebre mecenate di artisti come Bernini.
Nel ristretto catalogo delle opere attribuite con certezza a Caravaggio – circa sessanta dipinti nel mondo – i ritratti sono rarissimi: ne esistono soltanto pochi esemplari riconosciuti dalla critica. Proprio per questo il ritratto di Barberini è considerato una testimonianza eccezionale della ritrattistica del maestro lombardo e della nascita di una nuova concezione del ritratto moderno.
Dalla collezione privata al museo
Per decenni il dipinto è rimasto in una collezione privata. L’attribuzione al Caravaggio risale al 1963, quando lo storico dell’arte Roberto Longhi ne riconobbe l’autografia in un celebre studio pubblicato sulla rivista “Paragone”.
Negli ultimi anni l’opera era tornata al centro dell’attenzione degli studiosi ed era stata esposta al pubblico a Roma. Da lì è partita la trattativa che ha portato all’acquisto da parte dello Stato italiano, con l’obiettivo di evitare che il dipinto finisse nel mercato internazionale o in una collezione privata all’estero.
Un investimento per il patrimonio culturale
Con un valore di circa 30 milioni di euro, l’operazione rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dall’Italia per una singola opera d’arte. L’acquisizione si inserisce in una più ampia strategia del Ministero della Cultura per rafforzare le collezioni pubbliche e proteggere i capolavori della storia artistica nazionale.
Il ritratto sarà esposto stabilmente a Palazzo Barberini, museo che già conserva alcune opere fondamentali del Caravaggio. L’arrivo del dipinto consentirà di arricchire ulteriormente il percorso dedicato al grande pittore e di raccontare un momento cruciale della sua attività romana.
Con questa acquisizione, l’Italia non aggiunge soltanto un capolavoro alle proprie collezioni: recupera un tassello significativo della propria storia artistica, restituendo al pubblico un’opera che testimonia l’incontro tra il genio rivoluzionario di Caravaggio e una delle famiglie più influenti della Roma barocca.


