C’è un momento in cui i territori smettono di raccontarsi al passato e iniziano a progettarsi al futuro. È quello che sta accadendo in Piemonte tra le colline patrimonio mondiale dell’Unesco, dove i paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato si preparano a vivere una nuova stagione di protagonismo.
A guidare questa fase è Mariano Rabino, già parlamentare e oggi alla guida della governance turistica di un’area che rappresenta una delle eccellenze italiane più riconosciute al mondo.
“Da una difficoltà a un’opportunità, da una disgrazia 40 anni fa ad una rinascita: il Monferrato sta esplodendo, c’è un’effervescenza clamorosa che va indirizzata e accompagnata”, afferma Mariano Rabino.
Negli ultimi anni le Langhe hanno consolidato un posizionamento internazionale forte, diventando modello di sviluppo enoturistico. Oggi, però, lo scenario evolve. Accanto a loro emergono con nuova forza i territori che puntano su una crescita integrata, capace di ampliare e rafforzare l’offerta complessiva.L’idea non è quella della competizione, ma della complementarietà. Un sistema coordinato in cui le identità si sommano, generando valore.
“Le Langhe hanno preso il largo negli anni scorsi, ora è giusto che Roero e Monferrato integrino, nella complementarietà, l’offerta turistica ed enogastronomica”, sottolinea Rabino.
Il risultato è una piattaforma territoriale più ampia, dove eccellenza vitivinicola, ospitalità diffusa, patrimonio paesaggistico e innovazione culturale convergono in un unico racconto strategico.
Se il vino rappresenta l’anima storica di queste colline, l’arte ne diventa il linguaggio contemporaneo. Non è un caso che i territori di Langhe, Monferrato e Roero, si preparino a un ruolo di primo piano nel panorama artistico italiano del 2027, con un programma dedicato all’arte contemporanea che promette di amplificare l’attrattività internazionale dell’area.
Qui l’enologia incontra la cultura in un dialogo che supera la dimensione produttiva per diventare esperienza, narrazione, identità.
“Celebriamo una suggestione meravigliosa: l’incontro tra l’enologia e l’arte, tra il vino e la cultura. Nei prossimi mesi Alba e il territorio saranno capitale dell’arte contemporanea in Italia nel 2027”, sostiene Rabino.
Un passaggio che rafforza il posizionamento premium dell’intero distretto, intercettando un turismo evoluto, attento alla qualità, alla sostenibilità e alla profondità dell’esperienza.
Il tono è quello di chi conosce le sfide della politica e dell’amministrazione. L’entusiasmo rimane, ma si accompagna a una nuova maturità.
La visione è chiara: “sostenere le imprese, valorizzare gli imprenditori locali, accompagnare la crescita senza disperdere l’identità. Il riferimento è a una rete di operatori che investono ogni giorno sul territorio, trasformando le colline in un laboratorio di sviluppo sostenibile” evidenzia Mariano Rabino..
L’obiettivo finale non è soltanto l’aumento dei flussi turistici, ma la costruzione di un modello duraturo, capace di generare benessere diffuso. Un sistema che metta al centro qualità, cultura e paesaggio, facendo del Monferrato — insieme a Langhe e Roero — non solo una destinazione, ma un paradigma italiano di rinascita territoriale.


