Nel 2025 il colosso francese del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton ha chiuso l’anno con risultati contrastanti, segnati da un rallentamento dei consumi globali e da un clima economico e geopolitico complesso che ha inciso in modo evidente anche sui segmenti storicamente più solidi come Champagne e vini di alta gamma.
La divisione “Champagne & Wine” – che comprende Maison iconiche come Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot, Krug, Ruinart e vini pregiati come Château d’Yquem – ha visto i ricavi scendere di circa il 2,9% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Il giro d’affari si è fermato a circa 3 miliardi di euro, riflettendo un rallentamento della domanda in molti mercati chiave.
Nel complesso, la divisione “Wines & Spirits” di Moët Hennessy ha registrato una contrazione organica dei ricavi del 5%, con un fatturato di circa 5,36 miliardi di euro nel 2025.
A gravare sui risultati è soprattutto la performance dello spirits, in particolare il Cognac Hennessy, che ha subito una contrazione più marcata dei ricavi (-15,3%) e una diminuzione significativa dei volumi venduti.
Le cause principali, secondo il gruppo, sono tensioni commerciali internazionali e dazi doganali, soprattutto in Cina e Stati Uniti, due dei mercati strategici per i brand premium di LVMH, dove la domanda è risultata più debole.
Nel 2025 LVMH ha chiuso l’intero esercizio con ricavi totali pari a 80,8 miliardi di euro, in calo dell’1% organico rispetto al 2024. La performance dei diversi segmenti è stata mista: alcune aree come watches & jewelry e selective retailing hanno mostrato crescita, mentre fashion & leather goods e wine & spirits hanno evidenziato flessioni.
Analisti internazionali sottolineano come questi risultati riflettano sia una normalizzazione della domanda dopo anni eccezionali post-Covid, sia un contesto globale segnato da incertezze economiche, geopolitiche e cambiamenti nei comportamenti di acquisto dei consumatori.
Nonostante la flessione dei ricavi, le Maison di Champagne di LVMH hanno mantenuto circa il 22% delle spedizioni mondiali dell’appellazione, confermando la leadership di mercato. Tuttavia, i volumi di Champagne venduti sono diminuiti, passando da 61,7 milioni di bottiglie nel 2024 a 60,1 milioni nel 2025.
In parallelo, alcuni segmenti come i vini fermi e gli spumanti non-Champagne hanno registrato una lieve crescita nei volumi, evidenziando tendenze differenziate all’interno della divisione.
Il CEO Bernard Arnault ha commentato i risultati definendoli “resilienti in un contesto globale perturbato”, sottolineando la capacità del gruppo di adattarsi tramite investimenti nei marchi e sostenendo l’efficacia della strategia di lungo termine nonostante le difficoltà.
Nel frattempo, la divisione ha affrontato anche tensioni interne: lavoratori del ramo Champagne hanno protestato per la mancata erogazione dei bonus di profit sharing, segnale delle pressioni economiche che coinvolgono anche il personale.


