Il cinema internazionale punta i riflettori su uno dei protagonisti assoluti del Novecento italiano: Giorgio Armani, il maestro dell’eleganza contemporanea, sarà al centro di un film biografico che promette di attraversare stile, cultura e potere estetico con la stessa gravità di una grande epopea cinematografica.
Il progetto, intitolato Armani – The King of Fashion, è stato confermato ufficialmente dal produttore Andrea Iervolino e porterà la storia dello stilista dalla grigia Piacenza degli anni Trenta fino alle passerelle del mondo. Il film nasce come tributo alla figura di Armani, la cui scomparsa nel 2025 ha segnato una svolta emotiva per la moda globale.
La regia è stata affidata a Bobby Moresco, sceneggiatore premiato con l’Oscar per Crash e già dietro progetti di grande impatto internazionale. La scelta di Moresco, noto per il suo approccio narrativo intenso e coinvolgente, suggella l’ambizione del film di superare il semplice racconto di moda per entrare nella dimensione umana, artistica e culturale di un uomo che ha trasformato l’abbigliamento in linguaggio universale.
Una produzione da grande cinema (e non solo in Italia)
Con un budget stimato di circa 135 milioni di dollari, Armani – The King of Fashion rientra nelle produzioni più importanti del biennio 2026–2027 e punta a conquistare mercati globali grazie a una narrazione corale e a una prospettiva che intreccia moda, cinema e costume.
La produzione non sarà realizzata in Italia: secondo la società di Iervolino, Taic Funding, il film verrà girato in Ungheria, dove l’infrastruttura e la logistica offrono condizioni più favorevoli per grandi set internazionali. Una decisione che ha già acceso un dibattito acceso in Italia sulla capacità del paese di trattenere produzioni di alto profilo.
Che storia si vedrà sullo schermo?
Non sono ancora stati resi noti i dettagli sul cast né sulla forma narrativa scelta, ma sembra certo che la sceneggiatura – in fase avanzata di sviluppo da tempo – punterà a raccontare tanto la scalata imprenditoriale del stilista quanto la sua influenza sul costume globale. Dalla destrutturazione delle giacche maschili negli anni Settanta alla consacrazione hollywoodiana, Armani ha segnato decenni di stile e cultura pop.
Per chi ha attraversato il secolo breve dell’eleganza — e anche chi lo studia da lontano — questa pellicola potrebbe rappresentare non solo un biopic, ma un’istantanea di un’Italia che ha saputo reinventarsi nello spazio pubblico mondiale, sotto forma di silhouette, tessuti e sguardi.


