La National Portrait Gallery di Londra presenta dal 12 febbraio al 4 maggio prossimo la mostra dal titolo “Lucian Freud: Drawing intorno Painting”, dedicata ai disegni e ai dipinti realizzati dall’artista.
L’esposizione rappresenta il più ampio progetto museale mai realizzato nel Regno Unito sui disegni dell’artista e riunisce tanto i disegni quanto gli studi preparatori, che raramente sono esposti insieme ad opere pittoriche famose.
L’esposizione è curata da Sarah Howgate, senior curator delle collezioni contemporanee della National Portrait Gallery, in collaborazione con David Dawson, artista e direttore dell’Archivio Lucian Freud, e vuole indagare come, nonostante Freud sia noto come pittore, la pratica artistica in cui ha concentrato le trasformazioni più rilevanti sia stata il disegno, che Lucian Freud praticò dall’infanzia in modo compulsivo. I suoi primi disegni sono raccolti in 48 album da disegno, lettere e dipinti incompiuti che compongono l’Archivio Lucian Freud della National Portrait Gallery.
Negli anni Quaranta Freud realizzò disegni di osservazione accurati e lineari, cui la critica contemporanea rivolse molta attenzione. Successivamente l’artista si concentrò sulla pittura e subì l’influenza di Francis Bacon e proprio la pittura divenne il fulcro della sua ricerca a partire dalla metà degli anni Cinquanta fino agli anni Settanta, laddove il disegno assunse un ruolo più intimo e riservato, di solito lasciato ai taccuini personali.
L’esposizione evidenzia la considerazione che Freud attribuiva al disegno, non soltanto nella sua fase preparatoria, ma come strumento d’osservazione del mondo, di indagine e comprensione dei vari soggetti. Inizialmente influenzato dal surrealismo e dall’espressionismo tedesco, Freud ebbe un’evoluzione piuttosto rapida verso uno stile realista unico e inconfondibile. Le sue opere sono caratterizzate da pennellate spesse e materiche, colori tenui e una rappresentazione cruda e senza filtri della figura umana.
A differenza di molti suoi contemporanei, Lucien Freud, nipote di Sigmund Freud, evitò l’idealizzazione, scegliendo di ritrarre i suoi soggetti con le loro imperfezioni e vulnerabilità e questo divenne il segno distintivo del suo lavoro. Le sue influenze racchiudono pittori quali Rembrandt e Hals, che ammirava per la loro capacità di catturare l’essenza psicologica dei loro modelli.
Tra le opere esposte in mostra emerge uno dei dipinti di figura più ambiziosi di Freud, “Grande interno W11 ( da Watteau)” del 1981-83, realizzato in risposta al Pierrot Content del 1712 circa di Antoine Watteau. Freud non produsse disegni preparatori prima del dipinto, ma realizzò una serie di schizzi a opera conclusa, come promemoria visivo. Il dipinto di Watteau, conservato nel museo Thyssen Bornemisza di Madrid, viene ora esposto accanto ai disegni di Freud.
Un ulteriore nucleo sarà dedicato al rapporto con John Constable, del quale il giovane Freud aveva tentato di copiare, senza successo, lo “Studio del tronco di un olmo”, del 1821. Decenni più tardi riprovò nell’impresa con l’acquaforte “After Constable’s Elm” del 2003, presentata in mostra accanto al dipinto che l’aveva ispirata.
“Lucien Freud è stato uno dei più grandi osservatori della condizione umana del XX secolo – ha spiegato la curatrice della mostra londinese Sarah Howgate – “ Sono entusiasta che la mostra riunisca i migliori disegni dell’artista provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali esposti per la prima volta. Questa esposizione, che si tiene a Londra, la città che Freud amava più di ogni altra, svela un lato meno noto della sua produzione, i disegni, e fornisce l’opportunità per comprendere il pensiero quotidiano di Lucien Freud”.

