Il sipario sui saldi invernali 2026 si alza tra 4 giorni, ma nel retroscena del retail italiano il fermento è iniziato già all’indomani del Natale. Se la data cerchiata in rosso sul calendario della maggior parte delle regioni è quella di sabato 3 gennaio, i dati diffusi da Confesercenti raccontano una realtà più fluida, dove il confine tra promozione e saldo ufficiale si fa sempre più sottile.
Secondo le stime elaborate da un sondaggio Ipsos per l’associazione di categoria, sono già quasi 2 milioni i consumatori che hanno approfittato della finestra dei “pre-saldi”. Un fenomeno, quello degli sconti anticipati, che non è più solo una strategia per fedelissimi o una notifica riservata ai possessori di fidelity card, ma un segnale chiaro di come il fashion system stia cercando di intercettare una spesa residua sempre più compressa tra l’eredità del Black Friday e la necessità di svuotare i magazzini dopo un dicembre meteorologicamente incerto.
Un mercato da 6 miliardi di euro
Nonostante l’anticipo dei tempi, i saldi invernali rimangono il primo grande appuntamento dell’anno per il commercio di prossimità e per le boutique dei grandi centri del lusso. Il volume d’affari stimato si aggira intorno ai 6 miliardi di euro, una cifra che conferma la centralità dell’abbigliamento e degli accessori nei desideri degli italiani.
C’è, tuttavia, un richiamo alla consapevolezza che arriva direttamente dai vertici di Fismo Confesercenti. L’appello è rivolto alla trasparenza: i prezzi devono essere chiari e i ribassi reali, basati sul prezzo più basso praticato negli ultimi 30 giorni, come previsto dalle normative vigenti. In un’epoca in cui l’algoritmo del digitale detta spesso i ritmi, il valore del negozio fisico – e del consiglio del commerciante qualificato – torna ad essere un elemento di distinzione, un porto sicuro per chi cerca non solo il risparmio, ma la qualità intrinseca del prodotto.
Il calendario della convenienza
Mentre la Valle d’Aosta anticiperà il via al 2 gennaio, il resto d’Italia si uniformerà al sabato successivo. In Lombardia, cuore pulsante del sistema moda e vetrina d’elezione per le grandi maison, l’attesa è altissima. Per le boutique di via Montenapoleone e dintorni, i saldi rappresentano un’occasione per democratizzare temporaneamente quel lusso intellettuale e discreto che ha caratterizzato le collezioni dell’ultimo anno.
Il 2026 si apre dunque con una sfida: far convivere la velocità delle promozioni lampo con il valore di un acquisto meditato. I numeri dicono che l’interesse non accenna a diminuire, ma la modalità d’acquisto evolve verso una consapevolezza che premia chi, oltre al prezzo, sa raccontare una storia di stile e autenticità.


