Quando le luci della città si accenderanno per dare il via alla prossima Fashion Week, non sarà soltanto un evento di passerelle: sarà una dichiarazione di rinascita. Dopo mesi di turbolenze nel panorama creativo (rotture, riconferme e movimenti al vertice delle maison), la capitale francese prepara una settimana della moda che si prospetta memorabile, capace di coniugare il fascino storico delle maison con gli slanci del contemporaneo.
Un cast inedito, tra ritorni attesi e novità creative
Il calendario delle sfilate parigine, già ridisegnato da un valzer di direttori artistici, ha colpito l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati. Manca ancora il nome di Givenchy, che affida la sua prima collezione alla nuova direttrice Sarah Burton, che farà il suo debutto ufficiale nella settimana dedicata alla donna.
Ma non mancano gli highlight: il ritorno di Jacquemus sotto le luci ufficiali del calendario è tra i momenti più attesi — un segnale forte da parte di un marchio che, negli anni, ha spesso prediletto location esterne e ambientazioni inedite.
E poi c’è Lanvin, che si riaffaccia al pubblico con Peter Copping alla guida creativa, pronto a scrivere un nuovo capitolo della maison con una cifra stilistica che parte da un grande rispetto per l’eredità classica.
Un evento mediatizzato e influente
Non è solo un ritorno alle sfilate: Parigi si conferma al vertice delle “Big Four” anche sul piano dell’impatto mediatico. Nell’ultima stagione, l’evento parigino ha generato circa 494 milioni di dollari in “earned media value”, con un aumento del 13 % rispetto al semestre precedente.
Una cifra che scolpisce il ruolo centrale della capitale francese nel dibattito globale sulla moda, capace di catalizzare attenzione, conversazioni digitali e curiosità internazionali.
Spazi e location: la città come passerella
Parigi non è soltanto scenografia: è protagonista. Le sfilate si intrecceranno a spazi storici e luoghi d’arte, trasformando il tessuto urbano in un palcoscenico vivente. Il Musée des Arts Décoratifs, adiacente al Louvre, è spesso teatro privilegiato delle collezioni couture e di eventi collaterali che guardano al design, alle arti grafiche e all’arte tessile.
A fianco alle passerelle ufficiali, crescerà anche il fermento degli show “off”, dove designer emergenti e concept alternativi sperimentano installazioni e pop-up immersivi.
Tra memoria e audacia: la sfida creativa
L’appuntamento parigino si carica di responsabilità: la moda dovrà dialogare con il passato per reinventarsi. Le maison storiche, custodi di codici e tradizioni, si trovano oggi al bivio tra rinsaldare le radici e concedersi libertà espressive. Le attese sono alte: l’equilibrio tra artigianato, sperimentazione e visione globale sarà il vero termometro del successo.
In questo contesto, ogni sfilata può essere interpretata come un manifesto stilistico: non più solo vetrina, ma riflessione sul tempo.


