Il turismo digitale nasce dall’esigenza di condividere il mondo della cultura anche in periodi in cui è impossibile visitare personalmente un museo, una galleria o una città d’arte: tecnologia e organizzazioni dedicate alla valorizzazione del cultural heritage europeo si incontrano così per offrire un nuovo modo di interfacciarsi all’arte, alla storia e alla bellezza.
L’Italia, come evidenziato dal report della Rome Business School, si dimostra efficiente e intraprendente in questo settore, tanto da risultare nella Top 10 Europea dedicata al Digital Tourism: il 73% dei nostri musei, infatti, propone tour e visite virtuali e ha ampliato la propria presenza e influenza digitale, permettendo, ad esempio, di prenotare online con estrema facilità e in modo sempre più semplice.
Di grande impatto l’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Bari, che, in collaborazione con le principali strutture culturali pugliesi, ha prodotto una serie di NFT volta alla tutela esclusiva del copyright di tali attività ed esperienze; l’arte italiana e il mondo delle cripto-valute, inoltre, hanno già segnato un record mondiale, dato che la prima opera al mondo ad essere resa unica è stata una versione digitale del Tondo Doni di Michelangelo.


