La collezione autunno-inverno 2026 di Hermès segna la fine di un’era: è l’ultimo lavoro firmato da Veronique Nichanian, che per 37 anni ha plasmato l’identità maschile della maison. Nichanian non ha mai inseguito mode passeggere; il suo contributo è stato la costruzione di un guardaroba riconoscibile — fondato su eccellenza, coerenza e un’appetibilità non dettata dai trend del momento.
A raccogliere il ruolo è la britannica Grace Wales Bonner, designer londinese e fondatrice del proprio marchio nel 2014, che porta con sé un approccio più internazionale sia nel gusto sia nella visione creativa.
La scelta segna un lieve spostamento del brand verso un linguaggio più “fashion”, pur nel rispetto della misura estetica che ha reso Hermès tra le maison più desiderate e solide anche sul piano commerciale. La sfilata — seguita da un party — ha ribadito l’idea di lusso disinvolto: uno spettacolo dalle vibrazioni urbane, sostenuto da una palette essenziale (nero, grigio, blu, marrone) illuminata da punte di senape, corallo e arancione, talvolta applicate alle fodere.
I capispalla oscillano tra blouson in cashmere e montone, parka e soprabiti in pelle o in coccodrillo lucido (anche nelle versioni più formali per la sera). Sotto si vedono dolcevita e maglie di cashmere — a volte con interventi patchwork — e abbinamenti di knitwear e montone, come nelle varsity jacket blu e grigie. La pelle, segno distintivo della maison, è onnipresente: dalla tuta-chiodo ai completi composti da giacca, camicia e pantalone; compare anche in camicie portate sotto abiti monopetto e doppiopetto in lana e seta. L’eleganza è talvolta smussata da accessori inattesi — una catena portachiavi, una borsa-boombox o una spilla scintillante per la sera — che aggiungono un tocco giocoso alla raffinatezza sartoriale.
Con questo passaggio di testimone Hermès apre la pagina successiva del suo guardaroba maschile: sarà interessante vedere come Wales Bonner rileggerà l’eredità di Nichanian.


