Nel 2025 il mercato dello Champagne registra segnali di difficoltà dopo anni di crescita esuberante. Secondo i dati ufficiali del Comité Champagne, le spedizioni globali si sono attestate a circa 266 milioni di bottiglie, segnando un calo di quasi il 2% rispetto ai 271,4 milioni del 2024.
Il lieve rallentamento non sorprende gli osservatori del settore, che da tempo mettono in guardia su un contesto internazionale più fragile: l’inflazione continua a ridurre il potere d’acquisto, le abitudini di consumo evolvono verso alternative più economiche o senza alcol e altre tipologie di spumanti, come il Prosecco, consolidano la propria presenza in mercati chiave.
Gli Stati Uniti e i venti dei dazi
Oltre ai fattori economici strutturali, il settore delle bollicine francesi è ora alle prese anche con turbolenze geopolitiche. Negli ultimi giorni nuove tensioni tra Stati Uniti e Unione Europea hanno riportato al centro dell’attenzione la possibilità di importanti aumenti dei dazi sulle esportazioni di vino e Champagne francesi, con minacce di tariffe fino al 200 % su questi prodotti.
Tale scenario avrebbe un impatto potenzialmente significativo poiché gli Usa rappresentano storicamente uno dei principali mercati di esportazione per lo Champagne, con circa 27 milioni di bottiglie vendute nel 2024 e un valore delle esportazioni che supera i 3,7 miliardi di euro.
Le organizzazioni di categoria, come la Wine & Spirits Wholesalers of America (WSWA) e le federazioni dei produttori francesi, hanno espresso preoccupazione perché l’eventuale inasprimento dei dazi non solo danneggerebbe i viticoltori francesi, ma rischierebbe anche di scuotere le catene di approvvigionamento e i prezzi negli Stati Uniti.
Un mercato che cambia
Gli analisti sottolineano come il trend in atto sia anche frutto di un’evoluzione più ampia delle preferenze dei consumatori. In molte nazioni, in particolare tra i segmenti più giovani, l’interesse verso alcolici premium sta cedendo terreno a bevande più leggere o non alcoliche, contribuendo alla moderazione nei consumi di vini e Champagne.
Allo stesso tempo, altre tipologie di spumanti — tra cui i vini frizzanti americani e, soprattutto, italiani come il Prosecco — stanno cogliendo terreno in mercati tradizionalmente dominati dalle bollicine francesi, grazie a prezzi più accessibili o a strategie di marketing mirate.
Oltre il brindisi: resilienza e strategie future
Nonostante la congiuntura complessa, i vertici del settore mantengono una visione cautamente ottimista. Tra le strategie emerse vi è l’ulteriore puntamento su sostenibilità, innovazione e apertura a nuovi mercati emergenti. I leader del Comité Champagne ricordano che, nei periodi meno favorevoli, “è fondamentale prepararsi al futuro mantenendo alto il profilo qualitativo, esplorando nuove rotte di crescita e consolidando il rapporto con i consumatori”.
Per il mondo delle bollicine più iconico al mondo, la sfida resta duplice: adattarsi a dinamiche di mercato in trasformazione e navigare in un panorama geopolitico che, al di là dei singoli vigneti, incide sulla fiducia dei mercati globali.


