Il 2026 si apre con risultati solidi per Adidas, che archivia il primo trimestre con vendite pari a 6,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 14% a cambi costanti. In miglioramento anche la redditività: l’utile operativo raggiunge i 705 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La reazione dei mercati non si è fatta attendere, con il titolo in progresso di oltre il 6% nelle prime ore di scambi alla Borsa di Francoforte.
A sostenere la crescita è soprattutto il canale diretto al consumatore (direct-to-consumer), che registra un’espansione del 22%. In particolare, l’e-commerce avanza del 25%, mentre i negozi monomarca crescono del 19%. Più contenuto invece l’andamento del canale wholesale (+8%), su cui il gruppo mantiene un approccio prudente in un contesto ancora caratterizzato da forti sconti e pressione competitiva.
Dal punto di vista delle categorie di prodotto, è l’abbigliamento a distinguersi con un balzo del 31%, grazie a collezioni sempre più mirate sia a livello locale sia globale. Buoni risultati anche per gli accessori (+13%), mentre le calzature crescono del 4%, risentendo di un confronto impegnativo con l’anno precedente ma beneficiando della domanda nelle discipline running e training. Proprio il segmento performance segna una crescita significativa (+29%), trainata anche dal calcio, mentre il lifestyle registra un incremento più moderato (+6%), sostenuto dal mix tra modelli iconici e rinnovamento stilistico.
Secondo l’amministratore delegato Bjørn Gulden, i risultati riflettono il lavoro svolto sull’offerta prodotto e sulle strategie di marketing, adattate mercato per mercato. Un segnale particolarmente positivo arriva dal fatto che tutti i principali mercati hanno registrato una crescita a doppia cifra nel canale diretto.
A livello geografico, le performance migliori arrivano dall’America Latina (+26%) e dall’area composta da Giappone e Corea del Sud (+23%). Seguono la Cina (+17%), il Nord America (+12%) e l’Europa (+6%), quest’ultima frenata da una gestione più cauta del canale all’ingrosso.
Nonostante il quadro positivo, restano alcune criticità. Il margine lordo scende al 51,1%, influenzato da fattori valutari e dall’impatto dei dazi negli Stati Uniti. Inoltre, il settore retail continua a mostrarsi instabile, soprattutto nel comparto lifestyle legato alle calzature.
Guardando ai prossimi mesi, l’azienda conferma le proprie previsioni per l’intero anno, puntando a una crescita a una cifra elevata e a un utile operativo intorno ai 2,3 miliardi di euro. Tra i fattori di supporto, una pipeline di prodotti considerata solida e l’effetto trainante dei grandi eventi sportivi, in particolare i Mondiali di calcio del 2026.


