Sanlorenzo chiude il 2025 con risultati in crescita. Il cantiere nautico con sede ad Ameglia, in provincia della Spezia, ha registrato ricavi netti dalla vendita di nuovi yacht pari a 960,4 milioni di euro, segnando un incremento del 3,2% rispetto all’anno precedente. L’utile netto consolidato ha raggiunto 107,4 milioni di euro, con un aumento del 4,2% su base annua.
Particolarmente significativo è l’andamento commerciale: nel corso dell’anno la raccolta ordini ha toccato quota 943 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto al 2024, segnale di una domanda che continua a mantenersi robusta nonostante un contesto macroeconomico complesso. Il portafoglio ordini resta su livelli molto elevati, con un backlog lordo di 1,96 miliardi di euro, di cui l’88% già destinato a clienti finali.
L’Ebitda si è attestato a 180,6 milioni di euro, in aumento del 2,4% rispetto all’esercizio precedente, con un margine del 18,8% sui ricavi netti derivanti dalla vendita di nuove imbarcazioni. Si tratta di un lieve calo di 20 punti base rispetto al 2024, ma la redditività operativa rimane sostanzialmente stabile anche considerando l’effetto diluitivo dovuto al consolidamento per l’intero anno del brand Nautor Swan.
“I risultati del 2025 – ha dichiarato il presidente esecutivo Massimo Perotti – confermano una traiettoria positiva anche in un quadro internazionale caratterizzato da diversi fattori di incertezza, tra cui le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Sanlorenzo continua a distinguersi grazie al proprio posizionamento, alla capacità di innovazione e a una produzione volutamente limitata. Possiamo contare su un backlog solido, che su base netta supera il miliardo di euro”.
Perotti ha inoltre sottolineato come il rafforzamento della rete di distribuzione diretta, attraverso Simpson Marine nell’area Asia-Pacifico e Sanlorenzo Med in Europa, stia producendo risultati sia dal punto di vista commerciale sia finanziario, grazie a una maggiore prossimità con la clientela. La presenza diretta del gruppo in mercati strategici – dalla Florida a Hong Kong, da Cannes a Sydney – unita alla disponibilità limitata delle imbarcazioni, consente all’azienda di reagire rapidamente ai cambiamenti della domanda nelle diverse aree geografiche, riducendo il rischio di disallineamento tra vendite ai dealer e vendite finali ai clienti.
Riguardo alle tensioni in Medio Oriente, Perotti ha evidenziato che l’esposizione diretta del gruppo in quell’area è contenuta e rappresenta circa il 7% dei ricavi. “Continuiamo a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica – ha spiegato – ma va ricordato che molti dei nostri clienti mediorientali utilizzano i loro yacht principalmente nel Mediterraneo. Restiamo comunque convinti che la regione rappresenti un mercato con buone prospettive di crescita nel lungo periodo”.


