Nel 2025 il mercato globale delle operazioni di fusioni e acquisizioni (M&A) nel comparto consumer ha mostrato un quadro misto: il numero di operazioni è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il valore complessivo delle transazioni è cresciuto in modo significativo. Secondo le analisi di PwC, il valore totale dei deal ha raggiunto circa 380 miliardi di dollari, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente, sostenuto soprattutto da alcune operazioni di dimensioni molto elevate negli Stati Uniti.
Al contrario, il numero complessivo delle transazioni ha registrato una lieve contrazione (-1%). Il risultato è stato influenzato dalla presenza di dieci mega-deal superiori ai 5 miliardi di dollari, il doppio rispetto ai cinque registrati nel 2024.
Nel panorama internazionale, le dinamiche sono state diverse a seconda delle aree geografiche. L’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ha rappresentato il 44% dei volumi globali, registrando anche la crescita più consistente con un aumento del 10% delle operazioni. L’Asia-Pacifico è rimasta sostanzialmente stabile, mentre nelle Americhe i volumi sono diminuiti del 21%, pur mantenendo oltre la metà del valore complessivo delle operazioni grazie a grandi transazioni con target statunitensi.
Italia: crescita delle operazioni annunciate
Il contesto italiano si muove in controtendenza rispetto alla dinamica globale. Nel 2025 sono state annunciate 416 operazioni, in aumento del 17% su base annua, mentre il valore complessivo ha raggiunto 9,4 miliardi di dollari, in crescita del 38% includendo anche le acquisizioni all’estero da parte di investitori italiani.
Le operazioni effettivamente concluse sono invece scese a circa 350 (-2%), soprattutto perché molte transazioni annunciate nella seconda parte dell’anno sono ancora in fase di completamento. Il primo semestre aveva registrato un calo delle chiusure del 5%, mentre nel secondo semestre gli annunci sono cresciuti del 44%.
Le operazioni più rilevanti nei diversi settori
Nel fashion, tra le principali operazioni in Italia figurano:
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l’acquisizione di Versace da parte del Gruppo Prada
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l’annuncio dell’ingresso del fondo cinese HSG nel capitale di Golden Goose
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l’acquisto di Woolrich da parte di BasicNet
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l’ingresso del 10% di Prada nel gruppo Rino Mastrotto
Importante anche l’attività di Chanel, che ha acquisito partecipazioni in diverse aziende della filiera, tra cui Grey Mer, Leo France, Mantero 1902 e Nuova Impala.
Nel food & beverage, il gruppo New Princes (nato dall’integrazione tra Newlat Food e Princes Group) ha acquisito Carrefour Italia e Diageo Operations Italy, con l’obiettivo di rilevare anche il ramo di Heinz Italia dedicato ai prodotti per l’infanzia. Nel frattempo Campari ha avviato la cessione dei marchi Amaro Averna e Zedda Piras a Illva Saronno Holding, mentre Ferrero ha ampliato il proprio portafoglio acquisendo il marchio di snack proteici Power Crunch.
Nel comparto arredo e design, Dexelance ha acquisito il 65% di Mollura&C e il 25% del capitale di Roda.
Dal punto di vista degli investitori, resta stabile il peso relativo tra operatori industriali e private equity (rispettivamente circa 56% e 44% del numero di operazioni). Tuttavia, il private equity ha inciso maggiormente in termini di valore, con circa 3,3 miliardi di dollari, trainati soprattutto dall’operazione Golden Goose.
Portafogli più selettivi per le aziende consumer
Secondo PwC, molte aziende stanno rivedendo la composizione dei propri portafogli, puntando su marchi con maggiore scala e prospettive di crescita globale e dismettendo attività meno strategiche.
“I CEO privilegiano brand globali e piattaforme scalabili capaci di operare efficientemente sui mercati internazionali, grazie a modelli operativi più snelli. Spin-off e carve-out di grandi corporate accelereranno nel 2026, attirando operatori strategici, private equity e investitori specializzati in distressed M&A”, spiega Emanuela Pettenò, Partner PwC Italia e Consumer Markets Leader.
Le prospettive per il 2026
PwC prevede che il prossimo anno sarà decisivo per gli operatori strategici che intendono utilizzare l’M&A come leva di crescita e trasformazione.
Per i fondi di private equity potrebbero aprirsi opportunità in diverse aree: take-private, operazioni distressed e settori in espansione come alimentazione salutare, beauty, ingredienti e consumer health.
Il private equity, in particolare, sta mostrando interesse crescente per le società quotate del comparto consumer. Nel 2025 si sono registrate diverse operazioni di delisting, tra cui quella che ha coinvolto il marchio di calzature Skechers, acquisito dal fondo 3G Capital.
“In Italia l’attuale momento complesso che sta vivendo il Fashion potrebbe favorire il delisting di brand in tensione finanziaria, mentre altre quotate Consumer – specie nel Beauty – appaiono sottovalutate rispetto al loro potenziale”, afferma Emanuela Pettenò, Partner e Markets Deals Leader di PwC Italia.
Moda in rallentamento, beauty più resiliente
Il settore fashion ha attraversato nel 2025 una fase di rallentamento generalizzato, che ha coinvolto sia i marchi sia la filiera produttiva e il retail. Solo alcune realtà nel segmento luxury e accessible luxury hanno mantenuto performance solide, grazie a un posizionamento distintivo e a un corretto equilibrio tra prezzo e brand.
Il beauty, al contrario, continua a dimostrarsi uno dei comparti più resilienti nel mondo consumer. La domanda resta stabile e l’innovazione è rapida, anche se la crescita sta gradualmente rallentando e la concorrenza si intensifica. In questo contesto risultano particolarmente appetibili i marchi indipendenti e di nicchia, soprattutto nelle categorie profumi e skincare.
Retail e nuovi modelli di consolidamento
Nel retail l’M&A continua a essere uno strumento strategico per affrontare margini più ridotti, pressioni sui costi e consumatori sempre più attenti al prezzo. Dopo anni di espansione basata su nuove aperture e acquisizioni nella grande distribuzione, molte aziende stanno esplorando mercati adiacenti come beauty, pet care e drugstore, dove la frammentazione favorisce operazioni di consolidamento.
Tra le aree emergenti si segnala anche il quick commerce, che integra retail ed e-commerce e che secondo alcune stime potrebbe crescere con un tasso annuo medio vicino al 9% tra il 2025 e il 2032.
Parallelamente, trend demografici come l’invecchiamento della popolazione e l’attenzione crescente al benessere stanno alimentando le operazioni nel consumer health, mentre anche il settore gaming sta vivendo una fase di consolidamento attorno a piattaforme sempre più grandi e integrate con tecnologie di intelligenza artificiale.


