Nel cuore dell’economia del lusso made in Italy, il comparto orafo, argentiero e gioielliero continua a mostrare segnali di vitalità e crescita. Secondo le ultime stime raccolte dall’Area Studi Mediobanca su un panel di oltre cento imprese italiane di punta, il settore ha quasi raggiunto i 9 miliardi di euro di fatturato nel 2024 e si appresta a registrare una crescita dei ricavi pari al 5,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente.
Il 2024 ha consolidato un trend positivo già in atto, con produzione e vendite che hanno fatto segnare un +6,1% sul 2023 e un +10,1% sul 2022. In totale, i 101 principali produttori di preziosi italiani impiegano quasi 17.100 dipendenti, confermando il ruolo del settore come motore occupazionale e manifatturiero di alta qualità.
Made in Italy e leadership internazionale
Il panorama attuale non è soltanto numeri in crescita ma anche forte presenza internazionale. Alcuni player di rilievo, come Bulgari Gioielli, Morellato e PGI, guidano la classifica dei ricavi, dimostrando come il brand italiano resti competitivo sui mercati del lusso globali.
L’export è un pilastro della performance settoriale. Nel 2025, l’Italia ha consolidato la propria posizione tra i principali esportatori di gioielli verso mercati dinamici come gli Emirati Arabi Uniti, con quasi 840 milioni di euro di vendite nei primi mesi dell’anno e una quota di mercato in crescita.
Opportunità, metalli preziosi e contesto globale
I prezzi dell’oro e dell’argento mantengono livelli elevati sui mercati internazionali, influenzando sia i costi di produzione sia la percezione del gioiello come bene rifugio, nonostante le pressioni sui margini delle imprese.
Allo stesso tempo, dinamiche globali come dazi commerciali e incertezze geopolitiche restano una fonte di preoccupazione per le imprese italiane del settore. Secondo analisi settoriali, una quota significativa di aziende si dice cauta sulle prospettive future, tra timori per politiche protezionistiche e costi energetici e l’opportunità di spingere su innovazione e nuovi mercati esteri.
Tra sentiment e strategia
Il quadro che emerge è quello di un settore in salute ma non immune dalle sfide globali: mentre i grandi numeri raccontano una crescita attesa nel 2025, le imprese si muovono in un contesto di competizione internazionale e volatilità dei metalli preziosi, cercando di equilibrare prestigio artigianale, internazionalizzazione e adattamento alle dinamiche di mercato per restare tra i protagonisti dell’economia italiana e del lusso mondiale.


