Alla luce delle voci circolate negli ultimi giorni, il destino societario di Giorgio Armani SpA sembra muoversi su un terreno di grande eleganza strategica, perfettamente in linea con lo spirito sobrio del suo fondatore. Dopo la morte di Giorgio Armani lo scorso 4 settembre, la sua volontà testamentaria ha aperto la porta a un processo di cambiamento. In particolare, secondo quanto riportato da Pambianco News, l’ipotesi di una partecipazione di minoranza da parte di EssilorLuxottica sta guadagnando consistenza, ma — dettaglio non secondario — senza che il gruppo del lusso occhi a un controllo operativo.
Una manovra ragionata
Secondo Il Sole 24 Ore (citato da vari media), EssilorLuxottica avrebbe manifestato interesse per una quota tra il 5% e il 10% del gruppo Armani, “ma senza chiedere un ruolo attivo nel management né un seggio in consiglio”.
Questo passo sembra coerente con il testamento di Armani, in cui il fondatore designava un primo 15% da cedere entro 18 mesi a uno tra tre soggetti privilegiati: LVMH, L’Oréal ed EssilorLuxottica. Secondo le sue disposizioni, sarebbe poi previsto un secondo tranché tra il 30% e il 54,9%, da trasferire allo stesso soggetto tra tre e cinque anni dopo.
Analisti come quelli di Berenberg vedono in LVMH la candidatura più naturale per un’integrazione massiccia, ma il fatto che EssilorLuxottica possa entrare con una quota limitata appare come una scelta di “evoluzione soft”: prestigiosa, ma rispettosa dell’identità di Armani.
Perché EssilorLuxottica? Non solo occhiali
La logica dietro l’interesse di EssilorLuxottica è stratificata. Oltre al potenziale finanziario, vi è un legame storico e commerciale tra i due gruppi: EssilorLuxottica produce occhiali per Armani da molti anni grazie a un accordo di licenza consolidato. Molti osservatori vedono quindi la possibile partecipazione come un passo naturale di consolidamento di una collaborazione già profonda.
In più, relegare l’ingresso a una quota di minoranza significa che EssilorLuxottica può partecipare al capitale senza interferire nella governance quotidiana, mantenendo l’equilibrio voluto da Armani. Secondo alcuni report, questo accordo rifletterebbe una “stima reciproca” e un desiderio di continuità piuttosto che un progetto di takeover aggressivo.
Le altre opzioni sul tavolo
L’operazione non è affatto scontata: come scritto nel testamento, anche LVMH e L’Oréal sono candidati privilegiati per acquisire la quota. L’ipotesi alternativa, prevista dallo stesso Giorgio Armani, è un’IPO: se lo scenario di vendita non dovesse concretizzarsi, la quotazione in Borsa sarebbe una strada percorribile.
Intanto, la struttura di governance disegnata nel testamento sembra voler garantire stabilità: la Fondazione Giorgio Armani dovrà mantenere almeno il 30% delle azioni, agendo da “custode” dei valori del brand.
Implicazioni e scenari futuri
- Un ingresso misurato: Se EssilorLuxottica entra solo con il 5-10%, il brand Armani rimane largamente indipendente, ma beneficia di un’alleanza consolidata in un settore affine (eyewear) che può supportare sinergie commerciali.
- Stabilità del brand: Garantire che il partner non prenda controllo è probabilmente una scelta precisa per evitare che la maison perda la sua identità raffinata e autonoma, un tema centrale per Armani durante tutta la sua vita.
- Possibile escalation: Dopo l’ingresso iniziale, non è esclusa la possibilità che il partner scelto aumenti la sua quota nei prossimi anni, come indicato nel testamento stesso; ma nulla garantisce che sarà proprio EssilorLuxottica a farlo.
- Prospettiva IPO: Se la vendita diretta non si concretizza, l’IPO resta un piano B credibile. Se Armani dovesse essere quotata, ciò rappresenterebbe un momento storico per uno dei grandi nomi della moda italiana.
L’ipotesi di una partecipazione di minoranza di EssilorLuxottica in Armani offre un’immagine di evoluzione elegante, ben distante da un’acquisizione predatoria. È una mossa che sembra rispettare il lascito del fondatore, rafforzare alleanze strategiche e mantenere la vision di indipendenza che ha caratterizzato il marchio. Rimarcare che EssilorLuxottica non cerca il controllo, ma piuttosto un rapporto di collaborazione, è forse la chiave per comprendere la raffinatezza sottesa a un’operazione che potrebbe riscrivere il futuro dell’impero Armani.


