Luca de Meo ha presentato il piano di rilancio di Kering fino al 2030 con un messaggio chiaro: partire da un reset profondo del gruppo. Nel corso della conferenza, il nuovo ceo ha illustrato le linee guida della strategia davanti al management e ai direttori creativi, indicando nel rafforzamento finanziario, nella semplificazione organizzativa e nel rilancio di Gucci i pilastri della nuova fase.
Sul fronte dei conti, l’obiettivo è riportare equilibrio e disciplina nell’allocazione del capitale, anche attraverso una revisione degli investimenti e un rafforzamento della cassa. La strategia prevede inoltre una forte razionalizzazione della rete commerciale: Kering conta oggi 1.719 negozi e punta a chiudere circa 100 punti vendita nel 2026, dopo le 75 chiusure già effettuate nel 2025. Entro il 2030, due terzi delle boutique saranno rinnovate con format più selettivi e mirati, mentre proseguirà anche il ridimensionamento del wholesale.
Un altro asse centrale riguarda le scorte, che il gruppo intende ridurre in modo significativo nei prossimi dodici mesi. Anche Gucci, cuore industriale e simbolico del piano, sarà interessata da una semplificazione dell’offerta: meno referenze, più focus sui prodotti chiave e una maggiore produttività per metro quadro. Sul marchio italiano, de Meo punta a ricostruire slancio commerciale e desiderabilità, anche con un’attenzione particolare alla Cina, mercato ancora decisivo ma da rilanciare sul piano della relazione con il cliente locale.
Nel quadro più ampio del piano, Kering prevede anche un maggiore ricorso alla tecnologia, con l’intelligenza artificiale inserita tra gli strumenti per migliorare efficienza e margini. L’obiettivo finale è riportare il gruppo su una traiettoria di crescita sostenibile e ridefinire il posizionamento nel lusso, con Gucci al centro della ripartenza.


