Roma celebra uno degli eventi culturali più attesi dell’anno: “Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum”, una mostra unica ospitata presso il Museo del Corso – Polo museale, Palazzo Cipolla fino al 5 luglio 2026.
Per la prima volta in Italia, oltre cinquanta capolavori selezionati dalle collezioni del celebre museo viennese raccontano l’immenso patrimonio accumulato nel corso dei secoli dalla dinastia degli Asburgo, una delle famiglie più potenti e influenti nella storia europea.
L’esposizione, curata da Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del Kunsthistorisches, offre un percorso che attraversa quasi tre secoli di arte e collezionismo, mettendo in luce come l’arte sia stata trasformata dagli Asburgo in strumento di rappresentazione del potere, dialogo culturale e diffusione del sapere.
Il cuore dell’esposizione si apre con una sezione dedicata all’architettura del Kunsthistorisches Museum di Vienna, l’edificio monumentale progettato da Gottfried Semper e Carl Hasenauer, inaugurato nel 1891 per custodire le enormi raccolte imperiali, e messo in dialogo con Palazzo Cipolla attraverso riferimenti alla figura dell’architetto romano Antonio Cipolla.
Successivamente, il visitatore è condotto attraverso le principali scuole della pittura europea – fiamminga, olandese, tedesca e italiana – con opere di maestri come: Peter Paul Rubens e Anthony van Dyck, simboli della potenza visiva barocca; Diego Velázquez, con l’iconico ritratto dell’Infanta Margarita in abito blu; Tiziano, Tintoretto e Veronese, grandi protagonisti della pittura rinascimentale italiana.
La mostra comprende anche esponenti fondamentali della ritrattistica e della pittura nordica, riflettendo la varietà e la ricchezza di collezione costruita dalle corti asburgiche tra il XVI e il XVIII secolo.
Una parte affascinante dell’allestimento è dedicata alla Kunstkammer, la celebre “camera delle meraviglie” che rappresenta uno dei più straordinari esempi di raccolte rinascimentali europee. Qui si intrecciano oggetti rari, curiosità naturalistiche e piccoli capolavori d’arte come automi, strumenti scientifici e oggetti preziosi, pensati non solo per stupire, ma per raccontare la visione dell’universo propria del collezionismo imperiale.
La mostra, promossa dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum (KHM), con il patrocinio del Ministero della Cultura italiano e dell’Ambasciata d’Austria, è un invito a comprendere l’arte come linguaggio capace di unire civiltà diverse e attraversare confini storici e geografici.
L’evento rappresenta anche un’occasione per riflettere sul ruolo del collezionismo nella storia europea: non come mera accumulazione di oggetti, ma come strumento di costruzione di significati politici, estetici e culturali.


