La partita per gli equilibri della dinastia che ha costruito uno dei più grandi imperi dell’occhialeria mondiale entra in una fase decisiva. sarebbe infatti vicino a rafforzare in modo significativo la propria posizione nella holding di famiglia , arrivando potenzialmente a detenere il 37,5% del capitale.
Secondo diverse ricostruzioni finanziarie emerse negli ultimi giorni, l’imprenditore sarebbe in trattativa per acquisire le quote detenute dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio, entrambe pari al 12,5%. L’operazione, se finalizzata, porterebbe l’attuale partecipazione del manager dal 12,5% a una quota di riferimento capace di ridefinire gli equilibri della cassaforte lussemburghese che custodisce l’eredità industriale della famiglia.
Fondata dal patriarca della galassia , la holding Delfin rappresenta il vero centro strategico dell’impero finanziario costruito nel corso di oltre cinquant’anni. Attraverso questa struttura passano infatti partecipazioni decisive, prima fra tutte quella nel colosso globale , nato dalla fusione tra Luxottica e la francese Essilor e oggi leader mondiale nel settore degli occhiali.
Il portafoglio della cassaforte di famiglia si estende però ben oltre l’eyewear e comprende quote rilevanti in alcuni dei principali gruppi finanziari europei, tra cui , e , rendendo Delfin uno degli attori più influenti del capitalismo italiano.
Alla morte del fondatore, avvenuta nel 2022, la partecipazione nella holding era stata suddivisa in otto quote identiche del 12,5% tra i sei figli, la moglie Nicoletta Zampillo e il figlio di quest’ultima Rocco Basilico. Un equilibrio pensato per garantire stabilità e condivisione nelle decisioni strategiche, ma che nel tempo ha reso inevitabile l’emergere di nuovi assetti e leadership interne.
La possibile acquisizione delle quote dei fratelli da parte di Leonardo Maria Del Vecchio non rappresenterebbe dunque solo un’operazione finanziaria, ma anche un passaggio simbolico nella naturale evoluzione della dinastia. Con una partecipazione del 37,5%, il manager diventerebbe il principale azionista della cassaforte familiare, assumendo un ruolo centrale nella definizione delle strategie future.
Non si tratterebbe tuttavia di un controllo assoluto. Lo statuto della holding prevede infatti meccanismi di governance che richiedono ampie maggioranze per le decisioni più rilevanti, mantenendo un sistema di pesi e contrappesi tra gli eredi. Un modello che riflette la visione del fondatore, costruita attorno all’idea di una grande famiglia imprenditoriale capace di custodire e sviluppare nel tempo il patrimonio industriale creato con Luxottica.
Se l’operazione dovesse andare in porto, si aprirebbe quindi una nuova fase per la dinastia Del Vecchio: meno frammentata e potenzialmente più orientata a una guida strategica chiara per uno dei gruppi simbolo del made in Italy nel mondo.


