Il mercato dei vini da collezione continua a confermarsi uno dei segmenti più dinamici del lusso enologico internazionale. A dimostrarlo è la nuova asta organizzata da Finarte, che riunisce a Milano alcune delle etichette più ricercate al mondo: dalle icone della Borgogna ai grandi Barolo piemontesi, fino ai celebri Supertuscan della Toscana.
L’evento, dedicato ai grandi vini da collezione, propone centinaia di lotti provenienti da prestigiose cantine e da selezionate collezioni private, con bottiglie capaci di raccontare la storia dell’enologia europea attraverso annate rare e formati speciali.
Tra i protagonisti assoluti dell’asta spiccano le etichette della Borgogna, da sempre considerate tra le più ambite dai collezionisti di tutto il mondo. In catalogo compaiono bottiglie iconiche come i Grand Cru di Domaine de la Romanée-Conti, oltre a vini provenienti da produttori leggendari della Côte de Nuits.
Non mancano pezzi da museo come il Richebourg Grand Cru 1986, stimato con una base d’asta che può arrivare a decine di migliaia di euro, e altre bottiglie rarissime che confermano il ruolo della Borgogna come punto di riferimento del collezionismo enologico globale.
Accanto ai miti francesi, l’Italia si difende con alcune delle etichette più rappresentative del proprio patrimonio vitivinicolo. Dal Piemonte alla Toscana, il catalogo propone nomi che hanno scritto la storia del vino italiano.
Tra questi spiccano il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, uno dei Nebbiolo più longevi e celebrati, e importanti lotti di Sassicaia, simbolo dei Supertuscan e protagonista del rinascimento enologico toscano.
Non mancano poi bottiglie di culto come il Brunello di Montalcino di Soldera o storiche annate di Biondi-Santi, vini che rappresentano l’eccellenza assoluta del territorio di Montalcino e che continuano a conquistare il mercato internazionale del collezionismo.
Uno degli elementi più interessanti dell’asta è la presenza di verticali e formati speciali, molto ricercati dai collezionisti. Magnum, jeroboam e selezioni di più annate permettono di seguire l’evoluzione di un grande vino nel tempo, trasformando ogni lotto in un vero oggetto da investimento oltre che da degustazione.
In questo scenario, il confronto tra Francia e Italia continua ad animare il mercato: da un lato la tradizione secolare della Borgogna, dall’altro la crescente reputazione internazionale dei grandi rossi italiani, sempre più presenti nelle collezioni dei wine lovers di tutto il mondo.
Negli ultimi anni il vino si è affermato anche come asset alternativo nel mondo degli investimenti di lusso. Bottiglie rare e perfettamente conservate possono raggiungere quotazioni importanti nelle aste internazionali, attirando sia appassionati sia investitori.
In questo contesto, eventi come le aste Finarte rappresentano un osservatorio privilegiato per comprendere le tendenze del mercato e il valore crescente dei grandi terroir europei, capaci di unire cultura, storia e prestigio in ogni singola bottiglia.


