Non è solo una guida gastronomica, ma sempre più una bussola culturale. Con la sua più recente selezione di destinazioni da vivere nel 2026, la Guida Michelin individua quei luoghi dove la cucina diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio. E ancora una volta l’Italia emerge come protagonista, grazie a territori capaci di fondere alta cucina, paesaggio e stile di vita.
Tra le mete segnalate, Venezia, le Dolomiti e la Costiera Amalfitana rappresentano tre modi diversi — ma complementari — di interpretare il lusso contemporaneo attraverso il gusto.
Venezia, la cucina come chiave di lettura della città
Secondo Michelin, Venezia sta vivendo una nuova fase di maturità gastronomica. Non solo ristoranti di alto livello, ma un sistema diffuso che coinvolge hotel, quartieri meno battuti e una rinnovata attenzione alla qualità dell’offerta. La tavola diventa così uno strumento per scoprire la città in modo più autentico, lontano dalla frenesia turistica, in un equilibrio sottile tra memoria e innovazione.
Dolomiti, destinazione gourmet ad alta quota
Nel cuore delle Alpi italiane, la Guida Michelin individua un modello virtuoso di ospitalità e ristorazione. Le Dolomiti interpretano il fine dining con un linguaggio essenziale, legato alla natura e alla stagionalità. In vista del grande palcoscenico internazionale del 2026, questo territorio si propone come meta ideale per chi cerca esperienze immersive, dove cucina, sport e benessere convivono in un’estetica pulita e contemporanea.
Costiera Amalfitana, l’identità mediterranea secondo Michelin
La Costiera Amalfitana viene raccontata da Michelin come uno dei luoghi simbolo della cucina mediterranea, dove il gusto è parte integrante dello stile di vita. Qui la gastronomia dialoga con il paesaggio, valorizzando ingredienti iconici e una cultura dell’accoglienza che resta centrale. Un lusso fatto di semplicità apparente, ma costruito su eccellenza, precisione e senso del luogo.


