Venezia si conferma crocevia internazionale dell’arte contemporanea con l’arrivo di Keita Miyazaki, protagonista della nuova personale “From Water To Form” negli spazi di Ca’ Pesaro, sede del Museo d’Arte Orientale. Un progetto espositivo che, dal 9 maggio al 13 settembre 2026, si inserisce nel calendario della Biennale Arte di Venezia 2026, rafforzando il dialogo tra culture e linguaggi.
L’artista porta in laguna una ricerca stratificata che intreccia materia, memoria e trasformazione, scegliendo Venezia come scenario ideale: una città sospesa tra acqua e architettura, dove l’equilibrio tra natura e intervento umano diventa metafora viva del suo lavoro.
Al centro della mostra c’è l’acqua, elemento primordiale e simbolico che attraversa tanto la cultura giapponese quanto l’identità veneziana. Non solo materia, ma dispositivo narrativo: una forza capace di distruggere e rigenerare, in un ciclo continuo di dissoluzione e rinascita.
Le opere di Miyazaki si sviluppano come interventi site-specific, costruiti attraverso un approccio che unisce artigianalità e ritualità. Il gesto, il tempo e la tecnica diventano elementi centrali di un processo creativo che supera il concetto di opera finita, privilegiando la trasformazione della materia come linguaggio.
Uno degli aspetti più rilevanti è il confronto diretto con le collezioni permanenti del museo, tra le più importanti in Europa per l’arte giapponese del periodo Edo. In questo contesto, le opere contemporanee attivano un dialogo con oggetti storici, creando connessioni tra passato e presente.
Il progetto si espande anche fuori dagli spazi museali, con un intervento sull’isola della Giudecca, dove Miyazaki presenta una scultura modulare site-specific che dialoga con il contesto urbano e produttivo veneziano.
Nel contesto della 61ª Biennale, diretta da Koyo Kouoh, la mostra si inserisce tra i progetti più coerenti con i temi di connessione, memoria e spiritualità.
“From Water To Form” non è solo una mostra, ma un’esperienza immersiva che riflette sul tempo, sulla materia e sulle relazioni culturali, offrendo uno sguardo poetico e contemporaneo su un elemento universale come l’acqua.


