Il settore dell’arredamento italiano si avvicina al Salone del Mobile di Milano in un contesto tutt’altro che semplice. I dati sull’export relativi a gennaio 2026 mostrano infatti un rallentamento significativo, accendendo l’attenzione degli operatori del comparto.
Secondo le elaborazioni del Centro Studi di FederlegnoArredo su dati Istat, le esportazioni di mobili italiani – circa 700 milioni di euro – registrano una flessione del 13,1%. Il calo è generalizzato: -9% nei mercati europei e -17,4% in quelli extra UE. Particolarmente pesante la contrazione negli Stati Uniti (-28,5%), mentre arretrano anche Germania (-18,4%), Spagna (-15,3%) e Cina (-46,6%). Tengono solo alcuni mercati minori, come Austria e Repubblica Ceca, ma con volumi ancora limitati.
Per il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, si tratta di dati ancora difficili da interpretare: il calo potrebbe essere legato al confronto con un gennaio 2025 particolarmente dinamico per effetto delle scorte accumulate prima dei dazi, oppure rappresentare l’inizio di una fase di rallentamento più strutturale, influenzata anche dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Sul fronte produttivo, la manifattura mostra segnali contrastanti: lieve crescita a febbraio (+0,9%), ma bilancio ancora negativo nel bimestre. Il comparto del mobile resta sostanzialmente fermo. Dopo un 2025 chiuso con un fatturato in lieve aumento (+1,4%), sostenuto soprattutto dal mercato interno, le imprese si trovano ora a fronteggiare nuove incertezze.
Negli ultimi anni il settore ha dovuto assorbire shock consecutivi: dalla pandemia di COVID-19 alla guerra in Ucraina, fino ai dazi statunitensi, alle tensioni energetiche e ai conflitti internazionali. In questo scenario, diventa cruciale rafforzare la presenza sui mercati esteri, diversificando le destinazioni e puntando sulla qualità del prodotto italiano piuttosto che sulla competizione di prezzo.
Un ulteriore elemento di pressione arriva dai cambiamenti nei flussi commerciali globali: nel 2025 l’Unione Europea ha aumentato le importazioni di prodotti del legno-arredo dalla Cina, segnale di una crescente competizione per i produttori europei.
In questo contesto, il Salone del Mobile si conferma una leva strategica per il settore: una piattaforma fondamentale per incontrare buyer internazionali, soprattutto per le piccole e medie imprese, e per consolidare il posizionamento del Made in Italy.
Tra i mercati emergenti, cresce l’attenzione verso l’Australia, anche grazie al recente accordo di libero scambio con l’UE, che prevede l’eliminazione della quasi totalità dei dazi. Pur rappresentando ancora una quota limitata dell’export italiano (circa 180 milioni di euro), il Paese offre prospettive interessanti grazie a un elevato livello di ricchezza diffusa e a una solida capacità di spesa della popolazione.


