Il primo trimestre del 2026 si è rivelato più debole del previsto per Hermès, che ha registrato ricavi pari a 4,07 miliardi di euro. A cambi correnti, il dato segna una flessione dell’1,4%, mentre a cambi costanti emerge una crescita del 5,6%, comunque al di sotto delle attese degli analisti, che puntavano a un incremento intorno al 7%.
A pesare sui risultati è stato soprattutto l’effetto dei cambi, quantificato dalla società in circa 290 milioni di euro, ma anche un contesto geopolitico sempre più complesso. In particolare, le tensioni legate al Medio Oriente hanno inciso sui consumi, rallentando la domanda in alcune aree chiave.
La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il titolo della maison ha subito un forte calo alla Borsa di Parigi, arrivando a perdere oltre il 10% e toccando i livelli più bassi degli ultimi anni. Un segnale che conferma come anche i marchi del lusso più solidi possano risentire delle turbolenze globali.
Il rallentamento di Hermès si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge l’intero settore, già evidenziato dalle recenti performance negative di gruppi come LVMH e Kering. Il clima di incertezza economica e politica sembra infatti aver frenato i consumi di beni di alta gamma a livello globale.
Dal punto di vista geografico, la crescita è stata sostenuta soprattutto dalle Americhe e da parte dell’Europa, mentre si registrano segnali di debolezza in Francia, in Asia e soprattutto in Medio Oriente, dove il calo è stato particolarmente marcato. Anche il Giappone ha mostrato una contrazione, seppur più contenuta.
Guardando ai prodotti, la pelletteria – tradizionalmente il cuore del business – continua a crescere, ma a ritmi più moderati. In difficoltà invece l’abbigliamento e gli accessori, mentre risultano sostanzialmente stabili i comparti tessile e seta. Più evidente la flessione nel segmento degli orologi.
Nonostante il trimestre sottotono, il management mantiene una visione positiva sul medio-lungo periodo. Il gruppo ribadisce la solidità del proprio modello, fondato su qualità, creatività e fidelizzazione della clientela, elementi ritenuti chiave per affrontare una fase economica complessa e incerta.
Anche alcune banche d’affari continuano a guardare con favore alle prospettive future, pur evidenziando come, nel breve termine, la crescita effettiva dei volumi appaia limitata e possano riemergere interrogativi su alcune categorie meno centrali rispetto alla pelletteria.


