Lvmh ha aperto il 2026 con un avvio prudente ma non privo di segnali positivi. Nel primo trimestre il gruppo guidato da Bernard Arnault ha registrato ricavi per 19,1 miliardi di euro, in diminuzione del 6% rispetto ai 20,3 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Su base organica, però, la variazione resta leggermente positiva, pari all’1%, in linea con le attese del mercato.
A pesare sui risultati è stato soprattutto il contesto geopolitico, con il conflitto in Medio Oriente che ha iniziato a incidere sulle vendite dopo un avvio d’anno descritto dalla società come molto forte nell’area. L’impatto sulla crescita organica viene stimato da Lvmh intorno a un punto percentuale nel trimestre. Nonostante questo, il gruppo ha messo a segno il terzo trimestre consecutivo di progresso organico, sostenuto dalla tenuta della domanda negli Stati Uniti, dalla resilienza dei consumi in Europa e in Giappone e da un miglioramento netto in Asia escluso il Giappone.
La divisione moda e pelletteria, la più importante per il gruppo, ha segnato un arretramento del 9% a 9,24 miliardi di euro, con un calo organico del 2%. Anche qui, tuttavia, non sono mancati elementi favorevoli: i primi articoli firmati da Jonathan Anderson per Dior stanno ottenendo riscontri molto forti e hanno contribuito a sostenere il marchio. Bene anche Loro Piana, mentre Fendi ha presentato a Milano la prima collezione donna sotto la direzione di Maria Grazia Chiuri.
Nel comparto Wines & Spirits, il fatturato è sceso del 2% a 1,27 miliardi, ma la crescita organica è risultata del 5%. A trainare il segmento è stato soprattutto lo champagne, partito bene in Europa, insieme a un contributo positivo del cognac grazie anche al confronto favorevole con il calendario del Capodanno cinese. Prosegue inoltre il buon andamento dei rosati di Provenza.
Più stabile il segmento Perfumes & Cosmetics, che ha chiuso a 2,03 miliardi, in flessione del 6% sul dato riportato ma invariato a livello organico. Nell’area Watches & Jewelry, i ricavi sono scesi del 2% a 2,44 miliardi, ma la crescita organica del 7% riflette la buona intonazione di Tiffany & Co., sostenuta dal rinnovamento della rete retail e dalla forza delle sue linee più riconoscibili. In progresso anche Bulgari.
Nel Selective Retailing, infine, il gruppo ha registrato 4,04 miliardi di ricavi, in calo del 3% ma in aumento del 4% su base organica. Sephora ha continuato a mostrare una buona capacità di espansione, guadagnando quote di mercato e rafforzando la propria presenza internazionale, con risultati particolarmente brillanti nel Regno Unito.
Nel commentare i risultati, il management ha sottolineato di affrontare l’anno con prudenza, ma senza rinunciare alla fiducia, in un quadro internazionale reso complesso dalle tensioni in Medio Oriente.


