Si intitola “La seduzione della pittura” la importante mostra promossa da Contemplazioni e dedicata all’arte di Giovanni Boldini, aperta al pubblico fino al 2 giugno prossimo negli spazi della Cavallerizza di piazzale Verdi a Lucca.
L’esposizione è curata da Tiziano Panconi e riunisce oltre cento opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo Boldini di Ferrara, le Gallerie degli Uffizi.
Il fil rouge della mostra che celebra il maestro del ritratto della Belle Èpoque è il tema della bellezza femminile, oggetto sia di una ricerca formale, sia di una approfondita indagine psicologica. L’artista va elaborando un ideale di grazia assoluta, cifra formale della sua produzione.
“Le donne di Boldini – ha spiegato il curatore – sono nature flessuose e disinibite che mostrano senza reticenza un modello di bellezza erudito e, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi ed emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilità”.
La mostra di Lucca ripercorre tutte le fasi di una carriera che, dall’Italia, è poi proseguita in Francia, ma che avrebbe avuto un’eco mondiale, prima nel solco della pittura macchiaiola, poi in quella impressionista. L’esposizione si sviluppa in una sequenza di capolavori che attraversano l’intera carriera dell’artista, dalle tavolette d’interno del periodo fiorentino, quando Boldini lavorava con i Macchiaioli, negli anni 1864-1870, alle scenette raffinate e luminose realizzate nei primi anni parigini durante il periodo cosiddetto Goupil, corrispondente agli anni 1871-1878 fino alle femmes fatales, da lui definite divine, ritratte spesso a grandezza naturale, come nel celebre “Ritratto di signora con ventaglio nero di piume”.
A conclusione del percorso emergono le atmosfere rarefatte e sofisticate del gusto ‘fin de siècle’, fase durante la quale Boldini si emancipa definitivamente dalla ritrattistica ufficiale, dando vita a nuove pose serpentine e nuove silhouette, come dimostra il dipinto intitolato “Contessa Speranza” del 1899.
La mostra, accanto ai dipinti di Boldini, affianca opere di pittori noti e meno noti a lui contemporanei, quali Cristiano Banti, Telemaco Signorini, Vittorio Corcos, Giuseppe De Nittis, Edoardo Gelli, Salvatore Postiglione, Gaetano Esposito. Questo confronto con i contemporanei arricchisce le affermazioni sul talento dell’artista ferrarese, che possedeva una delicatezza di tratto non presente in Postiglione o Esposito e un’accuratezza estetica non fredda e accademica come i contemporanei.
Attraverso pennellate vibranti e un gioco raffinato di luce e movimento, Boldini seppe porre al centro del suo universo la figura femminile, cogliendo non soltanto la grazia delle modelle, la moda e la mondanità del tempo, ma anche la profondità psicologica di queste donne, dando vita a un ideale di femminilità e fascino senza tempo. È stato capace di catturarne lo spirito vitale, la grazia dei gesti, l’intensità degli sguardi, trasformandole in icone di modernità e sensualità.
La mostra è visitabile fino al 2 giugno prossimo presso la Cavallerizza di Piazzale Verdi a Lucca.


