Inaugura il 20 novembre, alle Gallerie d’Italia di Napoli, la mostra dal titolo “Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento”, a cura di Ernesto De Nunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman Pflanzer, dedicata al ruolo delle donne nel Seicento a Napoli. L’esposizione, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Comune di Napoli e la partecipazione dell’Università di Napoli l’Orientale, presenta 69 opere tra dipinti, disegni, sculture, manifatture provenienti da importanti musei italiani e internazionali, tra cui il Museo del Prado di Madrid, le Collezioni Reali spagnole, la National Gallery di Washington e la Fundación Casa Ducal de Medinaceli di Siviglia, con un grande capolavoro di Ribera, che torna eccezionalmente a Napoli. Nonostante il crescente interesse del pubblico per le questioni di genere nella storia moderna, la storiografia sull’arte napoletana del Seicento si è quasi del tutto concentrata sulla figura di Artemisia Gentileschi, la cui lunga stagione meridionale è stata recentemente approfondita dalla rassegna monografica delle Gallerie d’Italia di Napoli 2022-2023.
La nuova mostra amplia invece lo sguardo all’intero secolo, indagando il contributo femminile alla cultura artistica napoletana, con l’obiettivo di portare l’attenzione a episodi e protagoniste rimasti fino a oggi relegati nella biografia specialistica. Il nuovo progetto è fondato su ricerche d’archivio, recuperi conservativi e campagne fotografiche, e intende costituire un solido punto di partenza per ogni futura indagine in un campo di studi ancora frammentario. Il percorso espositivo prende le mosse dalle rare, ma decisive, presenze a Napoli di opere di artiste forestiere, come Lavinia Fontana e Fede Galizia. Questi lavori, realizzati all’inizio del secolo, in contemporanea alle novità portate da Caravaggio, testimoniano le fitte trame commerciali, collezionistiche e sociali di cui la città fu crocevia. Si trattò di un momento cruciale della storia artistica del Seicento napoletano, e quindi del percorso della mostra che fu rappresentato dal soggiorno dell’infanta Maria d’Austria, sorella di Filippo IV e Regina d’Ungheria, tra l’agosto e il dicembre 1630. Fu un evento di grande risonanza mediatica, dalle significative implicazioni per la storia dell’arte e per quella di genere. Vertici di questa congiuntura sono il ritratto dell’infanta eseguita da Velázquez, del Museo del Prado, e quello sconvolgente per la forza realistica di Maddalena Ventura, la celebre donna Barbara degli Abruzzi, realizzata da Giusepe de Ribera per il Vicerè Duca di Alcalà, prestito eccezionale della Fundatión Casa Ducal de Medinaceli.
In questo fervido contesto si collocano sia l’arrivo di Artemisia Gentileschi, di cui si presentano importanti dipinti mai esposti in Italia, concessi dai musei di Boston, Sarasota e Oslo, sia il breve e sfortunato passaggio in città di Giovanna Garzoni. Ampio spazio è dedicato alla figura di Diana Di Rosa, detta Annella Di Massimo, vero e proprio corrispettivo napoletano di Artemisia, delle cui qualità artistiche la mostra del 2022-2023 aveva riservato un eloquente saggio. Una sezione speciale è riservata a due celebri dive del Seicento: Andreana Basile, la più grande cantante del suo tempo, contesa dalle corti italiane, e Giulia Di Caro, la cui straordinaria parabola da meretrice a impresaria teatrale, rappresenta un importante esempio di riscatto sociale ed emancipazione femminile.
Accanto a nomi affermati, la mostra valorizza oggi anche personalità meno note, come Teresa Del Po, attiva tra Roma e Napoli, pittrice e miniaturista, e la ceroplasta Caterina De Julianis, che dimostrano il contributo, solo apparentemente minore, delle arti applicate. La loro presentazione è arricchita dal confronto con le opere prodotte nel loro stesso ambiente e, nel caso di De Julianis, da un ambizioso dialogo con la scultrice andalusa Luisa Roldán, esponente di quella comune cultura mediterranea di cui Napoli, centro di primo ordine nel sistema imperale spagnolo, era parte integrante.
“Le Gallerie d’Italia concludono la programmazione dell’anno con una preziosa esposizione – spiega Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore generale delle Gallerie d’Italia – un progetto di riscoperta di artiste e opere straordinarie, frutto di nuovi studi, supportato dai migliori curatori, accompagnato da ricerche in archivi e restauri, e da prestiti eccezionali ottenuti grazie al dialogo con importanti istituzioni del Paese e del mondo. ‘Un altro Seicento’ è un’iniziativa di prestigio internazionale che prende avvio da un capitolo significativo della storia artistica di Napoli, sottolineando ancora una volta il ruolo di Gallerie d’Italia nella promozione del patrimonio artistico italiano. Questa mostra, insieme al nostro meraviglioso Caravaggio e le altre collezioni ospitate nel museo di via Toledo, credo sia un appuntamento imperdibile per i visitatori di Napoli durante le festività natalizie”.

