Nel cuore della Città Eterna, la casa d’aste Finarte si prepara a una due giorni (27–28 novembre) dedicata ai “Vini & Distillati”: un evento che fonde la raffinata eredità della Borgogna con l’autorevolezza dei grandi rossi d’Italia.
Un catalogo eclettico e ambizioso
Il catalogo dell’asta vanta ben 365 lotti, di cui oltre la metà (216) provengono dall’Italia. Tra i protagonisti spiccano vini iconici francesi — come magnum di Richebourg Grand Cru di Henri Jayer e bottiglie di Domaine de la Romanée-Conti — ma anche veri gioielli del panorama enoico italiano, segnalando un interesse crescente da parte dei collezionisti nazionali.
Dalla Francia arrivano proposte di grande pregio: non solo Borgogna, ma anche Bordeaux con Pétrol, Château Le Pin e Petrus, oltre a Champagne d’eccezione come Krug.
L’Italia risponde con forza
Sul fronte italiano, Finarte mette in luce alcune etichette simbolo:
- Una jeroboam di Barolo Monfortino 2015 firmata Giacomo Conterno, con una base d’asta di 4.000 €.
- Cinque bottiglie di Brunello di Montalcino Case Basse 1986 di Soldera, stimate a 3.500 €.
- Tre lotti da 12 bottiglie ciascuno di Sassicaia (Tenuta San Guido), nelle annate 1995, 1996 e 1997, con base d’asta a 3.000 €.
- Una verticale di 6 bottiglie di Sassicaia, con le annate 2015–2021, parte da 1.500 €.
- Una mathusalem (6 litri) di Ornellaia 2018, stimata 1.800 €.
- Altri nomi italiani nella selezione: Gaja (Barbaresco), Biondi-Santi (Brunello), Soldera.
Questa concentrazione di grandi etichette italiane non è casuale: il dipartimento Vini e Distillati di Finarte dedica particolare attenzione a Supertuscan (come Sassicaia, Ornellaia) ma anche a vini leggendari come il Monfortino e il Brunello di Soldera.
Trend di mercato: più italiani, più collezionismo
L’asta romana appare come un segnale forte di una tendenza consolidata: il vino italiano da collezione sta conquistando un peso sempre maggiore nel mercato internazionale. L’interesse per etichette storiche italiane non dipende solo dalla passione degli appassionati, ma anche da una consapevolezza economica crescente: collezionare grandi vini può essere anche un investimento.
Questa evoluzione trova riscontro nelle strategie di Finarte stessa: nel dipartimento dedicato ai vini rari, lo staff guida i collezionisti nella valutazione di bottiglie iconiche, con un occhio particolare anche alla domanda di mercato per nomi italiani pregiati.
Il fascino del confronto culturale ed enologico
L’evento non è solo un’asta, ma un grande palcoscenico per un duello simbolico: da un lato la storica raffinatezza borgognona, con cru che rappresentano l’apice dell’eleganza francese; dall’altro l’intensità e la tensione dei grandi rossi italiani, che mescolano tradizione, territorio e capacità di invecchiamento.
Questo confronto non è nuovo per Finarte: altre aste passate hanno già mostrato la stessa dialettica fra terra francese e suolo italiano, confermando il ruolo della casa d’aste come ponte culturale ed economico.
Rischi e opportunità per gli investitori
Per gli investitori nel vino, l’asta offre un’opportunità strategica:
- Diversificazione: chi partecipa può costruire un portafoglio di vini prestigiosi, mixando terroir classici e icone nazionali.
- Valore potenziale: etichette storiche italiane, se ben conservate, possono crescere di valore nel tempo, anche grazie alla crescente domanda internazionale.
- Passione vs rendimento: oltre all’aspetto economico, molti collezionisti vedono nel vino un’eredità culturale e una forma d’arte liquida.
Tuttavia, occorre considerare anche i rischi: conservazione, autenticità e condizioni di stoccaggio sono variabili cruciali per il valore futuro di questi vini.
L’asta Finarte del 27 novembre a Roma è più di una vendita: è un momento simbolico in cui la tradizione borgognona e la viticoltura italiana dialogano e competono, offrendo una vetrina esclusiva per collezionisti e investitori. In un mercato in cui il vino pregiato diventa sempre più parte integrante di portafogli sofisticati, questa vendita potrebbe segnare un’ulteriore tappa verso il riconoscimento globale della forza e dell’eleganza delle grandi etichette italiane.


