È dedicata al Seicento napoletano l’esposizione che comprende le opere della Fondazione De Vito , ospitate dal 27 marzo al 27 settembre prossimo, presso gli ambienti del Forte Pietro Loepoldo I a Forte dei Marmi, in provincia di Lucca.
La mostra si intitola “Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito” ed è curata da Nadia Bastogi, storica dell’arte specializzata nello studio della pittura del Seicento e direttrice scientifica della Fondazione De Vito; l’esposizione è promossa dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la storia dell’Arte moderna a Napoli.
La mostra riunisce un considerevole nucleo di opere appartenenti alla collezione De Vito, per la prima volta presentata in Toscana. Precedentemente solo un ristretto gruppo di opere era stato esposto nella mostra intitolata “Dopo Caravaggio” e tenutasi a Prato nel 2019 e poi interrotta in seguito alla comparsa della pandemia.
La rassegna non ha l’obiettivo di voler ricostruire in maniera completa il Seicento napoletano, quanto quello di raccontare lo sviluppo della pittura partenopea dopo l’esperienza di Caravaggio a Napoli, che fu decisiva, attraverso le opere raccolte da Giuseppe De Vito, studioso del periodo oltre che collezionista. Protagonisti della mostra sono 39 dipinti, disposti secondo un percorso cronologico che parte dagli interpreti iniziali del naturalismo caravaggesco per approdare agli artisti che, in tempi successivi, ne avrebbero rielaborato il linguaggio orientandolo verso esiti classicistici e barocchi. Un racconto del Seicento napoletano visto attraverso la lente del collezionista, la cui figura peculiare potrà essere approfondita dal visitatore anche attraverso l’esposizione di documenti inediti e altri materiali.
Giuseppe De Vito, nato a Portici nel 1924 e scomparso a Firenze nel 2015, fu un ingegnere, collezionista e imprenditore, impegnato negli studi storico artistici, divenendo uno dei più autorevoli collezionisti di pittura napoletana del Seicento.
Oggi la collezione è custodita a Villa Olmo, presso Vaglia, in provincia di Firenze, che è anche sede della Fondazione nata nel 2011 e intitolata a lui e alla moglie Margaret, nata per promuovere lo studio dell’arte moderna a Napoli.
Tra gli artisti della collezione figurano Jusepe de Ribera, Battistello Caracciolo, tra i primi interpreti del naturalismo caravaggesco a Napoli, Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro fino ai due grandi protagonisti della svolta barocca Mattia Preti e Luca Giordano. Un nucleo significativo di opere è dedicato alla natura morta napoletana, con opere di Luca Forte, Paolo Porpora, Giuseppe Recco e Giuseppe Ruoppolo.
Il percorso della mostra, progettato dall’architetto Marco Francesconi, si sviluppa seguendo uno svolgimento cronologico che consente di evidenziare anche l’indicazione di legami e corrispondenze tematiche, suggerendo relazioni tra gli artisti e le opere, documentando l’affermarsi di generi diversi e fissando l’attenzione su particolari soggetti cari alla cultura e alla religiosità partenopee e consentendo una narrazione più articolata della scena napoletana del Seicento.
Una serie di iniziative collaterali potrà suggerire ai visitatori la scoperta della pittura caravaggesca locale e stabilire confronti tra questa e quella di ambito napoletano.
Uno spazio è poi riservato alla figura di De Vito come collezionista e studioso, la sua partecipazione alle mostre degli anni Ottanta, i rapporti con musei e studiosi, e la fondazione della rivista ‘Ricerche sul Seicento napoletano’, che contengono documenti e materiali in gran parte inediti.


