La situazione di LuisaViaRoma si fa più complessa. Il 25 marzo sono terminate le misure protettive concesse dal Tribunale nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi, senza che sia stato raggiunto un accordo fuori dalle aule giudiziarie. L’azienda ha quindi deciso di presentare una domanda preliminare di concordato, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa.
A partire da questo momento, la società dispone di 60 giorni per elaborare e sottoporre al Tribunale un piano di ristrutturazione volto alla gestione e al rimborso dei debiti. Nel frattempo, l’attività proseguirà regolarmente sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria. L’azienda ha chiarito che non sono al momento previste soluzioni di tipo liquidatorio, mentre sono in corso analisi su diverse strategie per rafforzare e rilanciare il business.
Sul piano finanziario, il 16 marzo l’assemblea dei soci ha approvato un aumento di capitale fino a 15 milioni di euro, con scadenza per la sottoscrizione fissata al 20 aprile. Parallelamente, sono in corso trattative avanzate con investitori, sia attuali sia potenziali, per sostenere il percorso di ristrutturazione. Secondo alcune fonti, il debito della società aveva raggiunto circa 30 milioni di euro già a luglio.
L’amministratore delegato Tommaso Maria Andorlini ha descritto questa fase come un passaggio necessario nel percorso di evoluzione dell’azienda, finalizzato a costruire una realtà più solida e sostenibile nel lungo periodo. Ha inoltre dichiarato che sono già stati raggiunti accordi con circa il 90% dei creditori, lasciando intendere che il tempo aggiuntivo servirà per completare le trattative restanti.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione sul fronte occupazionale. Oltre ai circa 200 dipendenti diretti, attualmente coinvolti in contratti di solidarietà, sono interessati anche un centinaio di lavoratori impiegati nella logistica. I sindacati segnalano inoltre possibili cambiamenti nella gestione della piattaforma e-commerce, che potrebbe essere trasferita alla controllata Ffw, eventualmente destinata alla vendita.
Le difficoltà attuali deriverebbero da una combinazione di fattori: il rallentamento del mercato globale del lusso, investimenti elevati nelle scorte e un contesto macroeconomico sfavorevole, caratterizzato anche dall’aumento dei costi di trasporto.
Negli ultimi mesi, l’azienda ha già avviato interventi di riorganizzazione, tra cui una riduzione del personale del 20% e la chiusura della sede milanese. Negli anni precedenti, LuisaViaRoma aveva attirato importanti investimenti, tra cui l’ingresso nel capitale del fondo Style Capital nel 2021. Più recentemente, sono state effettuate operazioni societarie rilevanti e aperture strategiche, come il nuovo flagship store a New York. Tuttavia, questi sviluppi si inseriscono ora in un contesto più delicato che richiede un profondo riassetto.


