Londra rende omaggio a Elsa Schiaparelli con una grande retrospettiva al Victoria and Albert Museum, aperta dal 28 marzo 2026, che ripercorre il percorso creativo di una delle figure più anticonvenzionali della moda del Novecento. “Schiaparelli: Fashion Becomes Art” non si limita a esporre abiti iconici, ma propone una lettura più ampia del lavoro della stilista, mettendo in evidenza il legame profondo tra creazione sartoriale e ricerca artistica.
Fin dagli esordi parigini alla fine degli anni Venti, Schiaparelli ha dimostrato una visione capace di anticipare i tempi, combinando funzionalità e immaginazione. I primi capi sportivi, tra cui il celebre maglione con motivo illusionistico, raccontano una moda pensata per una donna moderna, libera nei movimenti ma mai priva di ironia e sperimentazione. In mostra emerge chiaramente come già in questa fase iniziale la stilista fosse in grado di trasformare elementi quotidiani in oggetti di forte impatto visivo.
Il cuore dell’esposizione è dedicato al dialogo con le avanguardie artistiche. Le collaborazioni con figure come Salvador Dalí e Jean Cocteau testimoniano un approccio alla moda che supera la dimensione estetica per diventare espressione culturale e concettuale. Abiti come lo Skeleton Dress o il Lobster Dress non sono semplici creazioni sartoriali, ma veri e propri manifesti visivi, in cui il corpo si trasforma in superficie narrativa e simbolica.
Il percorso espositivo approfondisce anche il rapporto tra Schiaparelli e il contesto londinese, ricordando l’apertura negli anni Trenta di un salone nel quartiere di Mayfair, che contribuì a diffondere il linguaggio surrealista nella società britannica. Tra i pezzi più significativi spicca un raro abito da sposa della stilista, esempio di una femminilità più delicata ma comunque ricca di riferimenti colti e sperimentali.
La mostra si conclude con uno sguardo al presente, affidato al lavoro dell’attuale direttore creativo Daniel Roseberry, alla guida della maison dal 2019. Le sue collezioni reinterpretano i codici storici del marchio con un linguaggio contemporaneo, mantenendo intatto lo spirito audace e visionario della fondatrice. Le creazioni più recenti dimostrano come l’eredità di Schiaparelli continui a influenzare la moda globale, confermando la sua rilevanza oltre le logiche stagionali.
Più che una semplice retrospettiva, l’esposizione londinese si configura come un’indagine sulla capacità della moda di dialogare con l’arte e con il pensiero del proprio tempo. Un percorso che restituisce tutta la modernità di una designer che ha saputo trasformare l’abito in un mezzo espressivo complesso, capace di attraversare epoche e linguaggi senza perdere forza.


