Il gruppo Missoni si avvia verso un nuovo assetto societario che segna un passaggio cruciale nella sua strategia di crescita. Secondo quanto emerge da fonti finanziarie, la holding Katjes Quiet Luxury – riconducibile alle famiglie Fassin e Bachmueller – acquisirà una quota compresa tra il 25% e il 27% della maison, mentre Fondo Strategico Italiano (Fsi), guidato da Maurizio Tamagnini, rafforzerà la propria partecipazione diventando azionista di maggioranza.
L’operazione punta a costruire una partnership industriale con una visione europea, mantenendo il baricentro dell’azienda in Italia e favorendo la nascita di un possibile polo del lusso continentale.
Continuità con le radici
Fondata nel 1953 e cresciuta nel territorio varesino, tra Sumirago e la provincia di Varese, l’azienda ha costruito nel tempo un’identità stilistica riconoscibile a livello internazionale. La famiglia fondatrice ridurrà progressivamente la propria presenza nel capitale, ma continuerà a custodire l’eredità culturale e creativa attraverso la Fondazione dedicata a Ottavio e Rosita Missoni.
Si tratta di una transizione che apre a nuove prospettive industriali senza interrompere il legame con la storia del marchio e con il territorio d’origine.
Interesse internazionale, ma il controllo resta in Italia
Negli ultimi mesi non erano mancati segnali di interesse da parte di investitori esteri. Tra i nomi circolati figurava Authentic Brands Group, gruppo statunitense proprietario di marchi globali come Reebok e Guess. Tuttavia, Fsi avrebbe scelto di mantenere la regia dell’operazione in ambito europeo, individuando in Katjes Quiet Luxury il partner strategico più coerente con il progetto industriale.
Katjes Quiet Luxury controlla già Bogner, storico brand dell’abbigliamento sportivo di fascia alta, noto per il suo legame con il mondo dello sci e tornato recentemente sotto i riflettori anche in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
I numeri della crescita
Il nuovo riassetto si inserisce nel percorso avviato nel 2018, quando Fsi era entrato nel capitale con un investimento di 70 milioni di euro per una quota del 41,2%. Da allora, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il gruppo ha registrato un significativo incremento del fatturato, arrivato intorno ai 130 milioni di euro, con una marginalità operativa in miglioramento.
A sostenere la crescita hanno contribuito il rafforzamento della rete distributiva, l’espansione della linea dedicata alla casa e l’integrazione di realtà produttive specializzate nella maglieria iconica del marchio. Le ultime collezioni, curate dal direttore creativo Alberto Caliri, hanno ottenuto riscontri commerciali superiori alle attese, confermando la vitalità del brand.
Restano confermati ai vertici l’amministratore delegato Livio Proli e il presidente Barnaba Ravanne. Con il nuovo equilibrio societario e maggiori risorse finanziarie, Missoni punta ora a consolidare la propria presenza nel mercato internazionale e a rafforzare il proprio ruolo nel panorama del lusso europeo.


