Una scultura che fino a pochi giorni fa era catalogata come anonima nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura lungo la Via Nomentana a Roma è stata oggi presentata come opera autentica di Michelangelo Buonarroti. La notizia, arrivata da fonti di stampa nazionali e internazionali, racconta di un “giallo storico” risolto grazie a una paziente indagine documentale durata oltre un decennio.
La scultura in questione, un busto raffigurante il Cristo Salvatore, è stata proposta come opera michelangiolesca dalla ricercatrice indipendente Valentina Salerno durante una conferenza stampa tenuta presso lo stesso complesso monumentale, insieme ai Canonici Regolari Lateranensi che custodiscono la basilica. Secondo gli studiosi, la nuova attribuzione si basa non su un’analisi stilistica isolata, ma su una ricostruzione di fonti d’archivio: testamenti, carteggi, diari, relazioni, libri di viaggio, inventari notarili e atti confraternali che tracciano un filo diretto tra l’eredità materiale di Michelangelo e l’opera oggi esposta.
Per lungo tempo il busto era stato classificato come prodotto della scuola romana del XVI secolo e le sue origini erano avvolte nell’oblio. La riattribuzione suggerisce che l’opera sia stata realizzata intorno al 1534, probabilmente in connessione con figure legate alla vita artistica e sociale di Michelangelo, e che sia entrata nella basilica attraverso una catena di passaggi che la portarono dalla cerchia del maestro al cuore della chiesa.
La scoperta, riportata anche da agenzie internazionali e da grandi media come Reuters, sottolinea il possibile ampliamento del catalogo delle opere michelangiolesche e invita ad aprire nuovi dibattiti nella critica e nella storia dell’arte sul lascito dell’artista rinascimentale, tradizionalmente ritenuto incline a distruggere molte delle sue produzioni non finite.
Per ora la comunità scientifica rimane in attesa di ulteriori analisi e verifiche da parte di esperti d’arte, ma se confermata questa attribuzione segnerà un colpo di scena nella conoscenza delle opere di Michelangelo Buonarroti e nella narrazione culturale della Roma rinascimentale.


