Forte dei Marmi – Negli ambienti imprenditoriali italiani si parla già di colpo di scena sulle rive della Versilia: il celebre Bagno Cesare, stabilimento storico della costa, apre una nuova pagina della sua lunga esistenza grazie all’ingresso di un protagonista di primo piano del mondo industriale nazionale.
A rilevare il 50 % della società è l’imprenditore Sergio Iorio, figura di spicco nel panorama economico italiano come fondatore e amministratore delegato di Italmatch Chemicals, multinazionale della chimica con una presenza globale e fatturato di oltre un miliardo di euro. Inserito da Forbes tra i principali top manager del Paese, Iorio è conosciuto per aver trasformato un’attività specializzata in additivi, lubrificanti e soluzioni per trattamento delle acque in un gruppo riconosciuto a livello internazionale.
La mossa imprenditoriale segna un’inattesa convergenza tra mondo della balneazione e finanza industriale, con implicazioni che potrebbero trascendere il perimetro di Forte dei Marmi. L’investimento arriva in un momento in cui sempre più operatori guardano alle coste italiane come a un asset strategico, non solo per la redditività stagionale, ma come laboratorio di servizi, accoglienza e lifestyle d’eccellenza.
Secondo fonti vicine al progetto, l’ingresso di Iorio è stato accolto con entusiasmo dal titolare storico, Gabriele Matteoni — e non soltanto per l’apporto finanziario: la visione strategica del nuovo socio punta a posizionare Bagno Cesare non più come semplice stabilimento balneare, ma come nodo di un network di strutture balneari selezionate e restaurate secondo criteri di qualità superiore.
Proprio in quest’ottica si inserisce il progetto Onda Club, un’iniziativa di club deal che mira a unire diverse spiagge italiane sotto una gestione consapevole e innovativa, con focus su servizi, food experience, digitalizzazione e valore aggiunto per la clientela. Nomi noti dell’imprenditoria italiana avrebbero già espresso interesse verso questa strategia di aggregazione — dai Rivetti di Stone Island ai Lunelli di Cantine Ferrari.
L’effetto immediato dell’operazione è un upgrade dell’immagine e delle aspettative: l’ingresso di un manager con solidi pedigree internazionale porta con sé la possibilità di nuove sinergie, investimenti in infrastrutture e servizi, e una lettura più moderna del business balneare. Un settore che in Italia affronta sfide come le gare per le concessioni demaniali e la necessità di innalzare standard competitivi per attrarre clientela nazionale e internazionale.
In termini pratici, è probabile che nei prossimi mesi si vedano interventi strutturali, offerte di servizi ampliati (dalla ristorazione alla wellness experience) e una riorganizzazione dei format per rispondere alle nuove tendenze del turismo balneare.
Al di là dell’onda mediatica, il caso di Bagno Cesare riflette una trasformazione più ampia: quelle spiagge che per decenni sono state gestite secondo modelli tradizionali ora diventano oggetto di interesse strategico da parte di capitali e management internazionali e nazionali. Che si tratti di un’opportunità per rilanciare la destinazione o di un precursore di cambiamenti più vasti nel settore, lo sapremo nei prossimi anni. Ma di certo la Versilia, e Forte dei Marmi in particolare, stanno vivendo un momento di riflessione e rinnovamento che trascende la sola bella stagione.


