Di recente, la celebre maison di Champagne Krug ha arricchito il suo percorso sensoriale inaugurando una collaborazione inedita con il compositore di fama internazionale Max Richter. L’iniziativa Every Note Counts non è un semplice abbinamento di vini e suoni, ma un dialogo profondo fra due linguaggi – quello del gusto e quello della musica – accomunati da una ricerca ossessiva di precisione, equilibrio e percezione del tempo.
L’ispirazione nasce da un’annata particolare: il 2008, ricordata dalla Maison per il suo clima temperato e per la qualità delle uve, che hanno dato vita a tre espressioni emblematiche: Krug Clos d’Ambonnay 2008, Krug 2008 e Krug Grande Cuvée 164ª Edizione. Tre bottiglie, tre personalità, tre incredibili punti di vista sulla stessa stagione vitivinicola.
Ma qual è il gesto che ha trasformato l’esperienza? Per ogni cuvée, Richter ha scritto una composizione originale:
- Clarity cattura la purezza radicale della piccola parcella di Clos d’Ambonnay;
- Ensemble suggerisce un dialogo fra forze molteplici e complementari, come la stagione stessa;
- Sinfonia è la tela più ampia, come la combinazione di 127 vini che compongono la Grande Cuvée.
In un mondo in cui la degustazione è sempre più multisensoriale, questa sinergia fra Krug e Richter si pone come esperienza immersiva: non solo udire o sorseggiare, ma sentire insieme. I partecipanti – dalla Roundhouse di Londra, teatro della première, alla fruizione digitale – sono stati invitati a considerare il tempo non come qualcosa da misurare, ma come paesaggio da esplorare con tutti i sensi.
Il progetto è anche accompagnato da un documentario e da una serie di esecuzioni sonore pensate per raccontare l’intero processo creativo: dalla vigna allo studio di composizione nell’Oxfordshire di Richter, passando per le sessioni di degustazione in cui sapore e ritmo dialogano come strumenti in un’orchestra.
Questa iniziativa non è un’operazione di marketing banalmente estetica, ma una riflessione profonda sul valore del tempo, dell’esperienza e dell’intuizione artistica. Così, ogni nota, come ogni sorso, diventa un modo per ascoltare e comprendere il vino – e la musica – in una dimensione nuova, quasi sinestetica.


