Il quarto trimestre consente al gruppo Moncler di archiviare il 2025 con risultati complessivamente positivi, superando le aspettative del mercato grazie soprattutto alla spinta delle Americhe e dell’Asia. In particolare, la Cina si conferma un’area strategica per il gruppo e, più in generale, per l’intero comparto del lusso.
Nel corso dell’esercizio, il gruppo guidato dal presidente Remo Ruffini ha registrato ricavi pari a 3,13 miliardi di euro, in aumento dell’1% a cambi correnti e del 3% a cambi costanti, circa il 2% sopra le previsioni degli analisti. Il solo quarto trimestre ha generato vendite per 1,29 miliardi di euro, con una crescita del 7% a tassi costanti. Il marchio Moncler ha contribuito con 1,16 miliardi di euro, mentre Stone Island ha registrato 123,1 milioni. La reazione degli investitori è stata immediata: il titolo ha avviato le contrattazioni con un rialzo a doppia cifra.
Guardando all’intero anno, il brand Moncler ha totalizzato 2,72 miliardi di euro, in progresso dell’1% a cambi correnti e del 3% a cambi costanti. A sostenere la performance è stata soprattutto l’Asia, dove i ricavi sono cresciuti del 3% (+7% a cambi costanti), portando la regione a rappresentare il 52% del fatturato del marchio. Nel quarto trimestre l’area ha accelerato ulteriormente, con una crescita a doppia cifra su base annua e performance particolarmente brillanti in Cina e Corea, trainate sia dalla clientela locale sia dai flussi turistici.
Più debole, invece, l’area Emea, che ha registrato un calo delle vendite, mentre le Americhe hanno mostrato un incremento moderato. Dal punto di vista dei canali distributivi, le vendite dirette al consumatore sono cresciute leggermente, mentre il wholesale ha continuato a risentire delle strategie di razionalizzazione della rete, nonostante un recupero nel quarto trimestre.
Dinamica più vivace per Stone Island, che nel 2025 ha registrato ricavi per 411,2 milioni di euro (+2% a cambi correnti, +4% a cambi costanti), con un quarto trimestre particolarmente forte. Anche per questo marchio l’Asia ha rappresentato il principale motore di crescita, mentre l’Europa è rimasta stabile e le Americhe hanno segnato una flessione. A livello di canale, il direct-to-consumer è cresciuto, mentre il wholesale ha mostrato una contrazione.
Sul fronte della redditività, il gruppo ha mantenuto una sostanziale stabilità: l’Ebit si è attestato a 913,4 milioni di euro con un margine del 29,2%, mentre l’utile netto ha raggiunto 626,7 milioni, pari al 20% dei ricavi.
Ruffini ha sottolineato come il 2025 abbia confermato l’importanza di una direzione strategica chiara e di una gestione flessibile in un contesto volatile. Ha inoltre ricordato che da aprile entrerà come amministratore delegato Leo Rongone, rafforzando ulteriormente la struttura manageriale del gruppo.
Durante la conference call, Luciano Santel ha evidenziato come i margini siano risultati superiori alle attese grazie al contributo del quarto trimestre e alle iniziative di controllo dei costi e dei ricavi introdotte nella seconda parte dell’anno.
Per il 2026 il management mantiene un atteggiamento prudenzialmente positivo. Roberto Eggs ha spiegato che le vendite hanno mostrato un’accelerazione dalla metà di dicembre, proseguita nei primi mesi del nuovo anno, con segnali incoraggianti anche per Stone Island. Sul fronte dei prezzi è previsto un incremento contenuto, nell’ordine di pochi punti percentuali, con una media stimata intorno al 3%.
Gli analisti restano divisi sulle prospettive di crescita. Secondo Bernstein, il marchio avrebbe ormai raggiunto una fase più matura, rendendo più complesso mantenere ritmi di espansione elevati, anche perché negli ultimi anni il fatturato è stato sostenuto soprattutto dal mix prezzi più che dai volumi.
Più fiduciosa, invece, la lettura di Intermonte, che sottolinea la solidità del posizionamento del brand, in particolare sul mercato cinese, e la capacità dell’offerta di attrarre una clientela sempre più ampia in un contesto di lusso ancora caratterizzato da dinamiche contrastanti.


