Per anni è stata la la locomotiva economica capace di attrarre investitori, imprenditori e grandi capitali. Oggi, però, la geografia della ricchezza internazionale racconta un’altra storia: è l’ a imporsi come una delle destinazioni più ambite dai super ricchi globali.
Secondo le più recenti analisi di , il nostro Paese si colloca tra le mete preferite per il trasferimento di milionari nel 2025, con migliaia di nuovi residenti ad alto patrimonio pronti a stabilire qui la propria base fiscale. Meglio di molte economie europee tradizionalmente forti e in linea con destinazioni come ed .
Il motore di questa attrattività è noto: il regime fiscale agevolato per i nuovi residenti ad alto reddito, introdotto nel 2017 e successivamente aggiornato. Una tassa forfettaria sui redditi prodotti all’estero che, a fronte di un importo fisso annuo, consente di pianificare con certezza la pressione fiscale. Un modello che ha fatto scuola e che ha attirato imprenditori, investitori finanziari, fondatori di startup e grandi patrimoni familiari.
Ma ridurre tutto al fisco sarebbe semplicistico. La nuova élite globale cerca stabilità, qualità della vita, infrastrutture internazionali e un ecosistema culturale distintivo. In questo scenario, città come giocano un ruolo chiave: capitale finanziaria e creativa, hub del lusso e del design, sempre più integrata nei circuiti globali. Qui il mercato immobiliare prime registra un dinamismo sostenuto, con investimenti in residenze di alto profilo e palazzi storici ristrutturati.
Parallelamente crescono l’interesse per la , per il e per città d’arte come , dove patrimonio culturale e privacy si fondono in un mix che pochi altri Paesi possono offrire. Il lifestyle italiano – tra enogastronomia, paesaggio, moda e manifattura d’eccellenza – resta un asset intangibile ma potentissimo.
Anche operatori internazionali come evidenziano come l’Italia sia ormai stabilmente inserita nelle rotte della wealth migration. La competizione, tuttavia, è aperta: altri Stati europei stanno rivedendo i propri regimi fiscali per non perdere terreno.
Il fenomeno non è privo di ombre. Testate come hanno riportato il dibattito politico sul rischio di disparità percepite, mentre analisi pubblicate da e sottolineano l’impatto sul mercato immobiliare e sull’equilibrio urbano delle grandi città. L’aumento dei valori prime è un segnale di vitalità, ma impone una riflessione sulla sostenibilità sociale nel lungo periodo.
Il dato, però, è chiaro: l’Italia non è più soltanto una meta di vacanza per jet setter, ma una piattaforma strategica per patrimoni globali in cerca di stabilità normativa, bellezza e posizionamento europeo. E mentre Berlino rallenta nella capacità di attrazione fiscale, Milano e le capitali del lifestyle italiano accelerano.
La Dolce Vita, oggi, parla anche il linguaggio della pianificazione patrimoniale.


