In una decisione destinata a segnare la politica commerciale americana degli ultimi anni, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionali i dazi imposti dall’amministrazione Trump, stabilendo che il presidente non aveva l’autorità legale per imporre tariffe generalizzate in base alla legge sui poteri d’emergenza.
Con 6 voti a favore e 3 contrari, la Corte — composta da una maggioranza eterogenea di giudici — ha stabilito che l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), invocato da Donald Trump per giustificare l’imposizione di dazi, non conferisce al presidente il potere di stabilire tariffe doganali.
Secondo la Corte, la Costituzione degli Stati Uniti assegna al Congresso il potere esclusivo di imporre imposte e dazi, competenza che non può essere bypassata con una legge sugli “stati di emergenza”.
Tre giudici conservatori, inclusi due nominati da Trump, si sono uniti alla maggioranza guidata dal presidente della Corte, John Roberts, sorprendendo gli osservatori e segnando una frattura significativa nella giurisprudenza del Tribunale.
Donald Trump ha definito la sentenza “una vergogna” e ha promesso di avere un piano di riserva per continuare la sua agenda tariffaria, pur senza fornire dettagli concreti.
All’estero, il governo del Canada – tra i Paesi più colpiti dalle tariffe – ha accolto la decisione come conferma che le misure erano “ingiustificate”.
La Commissione Europea ha invece ribadito la necessità di chiarezza, sottolineando come imprese e partner commerciali abbiano bisogno di stabilità e prevedibilità nei rapporti transatlantici.
La reazione dei mercati finanziari è stata immediata: le principali borsa europee hanno registrato forti rialzi dopo la sentenza, con Piazza Affari in testa e altri listini in terreno positivo.
Nonostante la sentenza, restano diverse questioni aperte:
- Come verrà gestita l’enorme mole di dazi già raccolti — stimati in decine di miliardi di dollari — e se saranno rimborsati alle aziende o ai Paesi colpiti;
- Se l’amministrazione statunitense cercherà vie alternative per reintrodurre tariffe sotto altri strumenti giuridici;
- Quale impatto avrà la decisione sulla politica commerciale globale, soprattutto in un contesto di tensioni commerciali e rivalità globali.
Questa pronuncia segna un punto di svolta nella legislazione americana sui poteri esecutivi e potrebbe ridefinire i confini tra poteri del Congresso e poteri della Casa Bianca in materia economica e fiscale.


