Negli ultimi mesi la percezione degli automobilisti italiani verso le vetture prodotte in Cina ha compiuto un salto importante: secondo la ricerca “Cosa pensano gli italiani delle auto cinesi?” realizzata a gennaio dalla società di consulenza Areté, circa il 73% degli italiani si dichiara pronto ad acquistare un’auto cinese — in netto aumento rispetto al 68% dell’anno scorso, segno che lo scetticismo storico verso questi marchi sta lentamente lasciando spazio a un’accettazione più diffusa.
Il fenomeno non riguarda solo un interesse di facciata: il prezzo resta un elemento centrale nelle scelte d’acquisto. La soglia massima indicata dagli intervistati per una nuova auto cinese si colloca intorno ai 30.000 euro, valore che coincide con il prezzo medio delle vetture nuove più vendute nel nostro mercato.
Mentre in passato il pregiudizio verso le auto “Made in China” era fortissimo, oggi sempre più consumatori percepiscono progresso in termini di qualità, dotazioni e affidabilità. Una fetta significativa degli intervistati guarda con favore alle tecnologie e alle caratteristiche offerte da molti modelli cinesi, spesso equipaggiati con sistemi di assistenza alla guida avanzati, connettività e in alcuni casi con ottime performance nelle valutazioni di sicurezza — come dimostrano alcuni risultati Euro NCAP ottenuti da modelli elettrici di produttori cinesi.
In particolare, i segmenti preferiti dagli italiani sono SUV e crossover (scelti da quasi metà del campione), con una spiccata predilezione per versioni ibride o elettrificate: circa il 50% degli intervistati indica l’ibrido come soluzione ideale, segno che la sostenibilità e l’efficienza sono ormai parte integrante delle decisioni di acquisto.
Nonostante l’entusiasmo crescente, permangono alcune riserve tra i consumatori. Una quota di intervistati esprime ancora dubbi sulla qualità percepita dei materiali e sull’affidabilità a lungo termine, oltre alle preoccupazioni legate al servizio post-vendita e alla rete di assistenza, aspetti in cui i marchi consolidati godono di un vantaggio storico nel mercato italiano.
Inoltre, resta da vedere come la dinamica dei prezzi si evolverà nei prossimi anni: strategie di mercato come gli sconti sostanziosi applicati in altri Paesi europei e le politiche di prezzo aggressive di alcune case cinesi indicano che la competizione potrebbe intensificarsi ulteriormente nei segmenti più popolari.
La crescente disponibilità di modelli cinesi nel nostro Paese — dai SUV ai crossover fino alle vetture elettriche — riflette un cambiamento strutturale nel panorama automobilistico globale. Marchi emergenti stanno ampliando la loro presenza in Europa, spesso offrendo dotazioni tecnologiche competitive e soluzioni di mobilità alternative che mettono pressione sui produttori tradizionali.
Per gli italiani, dunque, la questione non è più se comprare un’auto cinese, ma quale auto cinese comprare: con un occhio attento al prezzo ma anche alla qualità, all’affidabilità e all’esperienza di possesso complessiva. Una trasformazione culturale del tutto inedita, che potrebbe ridisegnare gli equilibri del mercato automobilistico nei prossimi anni.


