Gli orologi di Patek Philippe stanno rafforzando in modo significativo il proprio peso nel mercato secondario dell’orologeria di alta gamma, contribuendo in misura rilevante alla crescita del segmento pre-owned.
Secondo il Bloomberg Subdial Watch Index — che monitora i 50 modelli più scambiati in base al valore delle transazioni — i segnatempo della maison svizzera figurano tra i principali protagonisti del momento. In particolare, cresce l’interesse per le referenze realizzate in metalli preziosi: un Nautilus Calendario Perpetuo in oro bianco ha registrato una forte ascesa nella classifica, mentre un Travel Time Chronograph in oro rosa è tornato tra i modelli più scambiati. Complessivamente, il marchio occupa sette posizioni nell’indice.
Il resto della graduatoria resta dominato da Rolex, storico punto di riferimento del mercato secondario. Negli ultimi 15 anni, le quotazioni degli esemplari usati della maison ginevrina sono aumentate di circa il 550%, con una domanda che continua a mantenersi elevata. Dall’inizio del 2025, i prezzi degli orologi Rolex di seconda mano sono saliti del 10%, secondo i dati della piattaforma britannica Subdial. Nello stesso periodo, tuttavia, gli orologi Patek Philippe hanno registrato un incremento ancora più marcato, pari al 18%, segnale di un rafforzamento della loro presenza nel comparto.
Più in generale, il mercato degli orologi pre-owned sta mostrando segnali di ripresa dopo un prolungato periodo di debolezza. Dopo tredici trimestri consecutivi di flessione, i prezzi hanno ricominciato a crescere nel terzo trimestre del 2025, con un trend positivo proseguito anche negli ultimi mesi dell’anno, secondo un report pubblicato a febbraio da WatchCharts. L’analisi evidenzia come la crescita del settore sia stata trainata principalmente da tre marchi: Patek Philippe, Audemars Piguet e Rolex, indicando l’avvio di una nuova fase per il mercato.
Questa evoluzione non è però priva di criticità. Il forte aumento del prezzo dell’oro sta influenzando il segmento vintage, in alcuni casi rendendo più conveniente fondere gli orologi per recuperare il valore del metallo piuttosto che venderli come oggetti da collezione. Secondo Eugene Tutunikov, amministratore delegato di SwissWatchExpo, si registra un numero crescente di proprietari che liquidano orologi in oro esclusivamente per il valore del materiale, soprattutto quando si tratta di modelli datati o appartenenti a specifiche marche.
Questo fenomeno, se da un lato è considerato penalizzante per il patrimonio collezionistico, dall’altro contribuisce a ridurre progressivamente l’offerta di esemplari vintage ben conservati, con potenziali ripercussioni sulle dinamiche future del mercato.


